ASSAGGI DI PSICOLOGIA: FORMAZIONE E IDENTITA’

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La nostra collaboratrice psicologa, Silvia Guerini Rocco, ci parla di un tema collegato all’evento di questa sera: quello della formazione e dell’identità.

Il romanzo di formazione, come è noto, pone molto l’attenzione all’aspetto legato alla maturazione psicologica di un personaggio, di solito il protagonista, maturazione che può riguardare aspetti emotivi, sociali, individuali, relazionali.

Grande enfasi è quindi posta sul cambiamento in termini di identità del personaggio, che si appresta a diventare adulto.

Dalla psicologia, a proposito di identità, giungono parecchi contributi; in particolare, dalla psicologia dello sviluppo, emerge che quello della costruzione dell’identità è uno dei cosiddetti “compiti di sviluppo” dell’adolescente.

E’ durante l’adolescenza che il soggetto inizia a mettere in discussione i modelli ricevuti e l’autorità genitoriale al fine di costruirsi come persona autonoma e psicologicamente indipendente dalle figure genitoriali o, comunque, dagli adulti di riferimento.

Questo processo, come è noto, può generare conflittualità, dando vita ad uno stereotipo, quello dell’adolescenza come periodo turbolento e necessariamente ribelle: in realtà l’adolescente è profondamente ambivalente, in quanto se da un lato mette in atto comportamenti provocatori o di rifiuto dell’autorità, dall’altro necessita di punti di riferimento solidi.

Tornando al costrutto di identità in adolescenza, un valido contributo è stato offerto da Marcia (1966), che struttura un modello utile per leggere alcuni fenomeni legati al come il ragazzo affronterà il problema legato alla strutturazione della propria identità.

Marcia, nel suo modello, parla di due dimensioni implicate nel processo di costruzione dell’identità: l’esplorazione, ossia la tendenza di un soggetto a prendere in considerazione diverse alternative in ambito sociale, scolastico, famigliare, politico, religioso, affettivo, e l’impegno, cioè appunto la forza e la costanza che un individuo mette per perseguire l’alternativa individuata, nonché per mantenerla.

Sulla base di queste dimensioni Marcia individua quattro possibili esiti rispetto all’identità:

– identità realizzata: quando il soggetto ha effettuato esplorazioni significative impegnandosi in modo valido nelle proprie scelte;

– blocco dell’identità: quando il soggetto non ha sfruttato fino in fondo la dinamica dell’esplorazione (per esempio ha assunto impegni gravosi troppo presto ancorandoli a valori e identificazioni tipici di periodi precedenti);

– diffusione dell’identità: quando il soggetto ha impegnato il suo tempo in esplorazioni superficiali senza impegnarsi molto in nessuna scelta;

– moratoria dell’identità: quando il soggetto si trova in una situazione di stallo e si continuano a rimandare le scelte.

In sintesi, quello di Marcia sembra essere un buon modello per spiegare alcuni fenomeni quali l’acquisizione di identità devianti o lo sviluppo di determinate psicopatologie.

Unico punto critico è quello legato al fatto che il soggetto è considerato individualmente, mentre per comprendere meglio e per poter spiegare determinati fenomeni sarebbe necessario un punto di vista orientato alle relazioni, per cercare di capire come mai un adolescente, per esempio, si trovi in una situazione di “blocco” oppure continui a rimandare le proprie scelte.

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