PASSI AVANTI: ZERO

Finalmente è arrivata la lettera di risposta dell’ufficio alla cultura, e, meraviglia delle meraviglie, addirittura dall’assessore alla cultura Consonni IN PERSONA, che incredibilmente ci ha fatto intuire che esiste una data di scadenza per le associazioni. WOW!
Ecco la sua risposta:

Buongiorno

Da diversi anni  la sua Associazione non risulta fra quelle attive nel Comune di Macherio pertanto per essere reinserita nell’elenco delle Associazioni Culturali di Macherio è necessario riformulare la richiesta fornendo i dati aggiornati dell’Associazione:

–          Statuto

–          Sede con i relativi indirizzi di telefono , mail

–          Presidente con recapito telefonico/mail

–          Iscritti (quanti di Macherio)

–          Programmazione di massima degli eventi previsti per la stagione 2018/2019

 

Questo per poter richiedere in forma gratuita l’utilizzo di sale di proprietà comunale per organizzare degli eventi, a carattere pubblico

 

Appurato che l’Associazione rientra nell’elenco delle Associazioni Culturali di Macherio potete fare una richiesta che preveda l’utilizzo di sale di proprietà comunale nel l’ambito della calendarizzazione delle presentazioni di libri organizzate, richiedendo la gratuità dell’utilizzo come previsto dalla deliberazione di G.C. n. 1 del 22/01/2018 di approvazione tariffe per l’anno 2018.

 

La richiesta va fatta su carta intestata dell’Associazione e deve avere allegato il calendario descrittivo degli incontri

 

Al momento non ho richieste per il lunedì o martedì sera.

 

Ricordo che la concessione della sala non autorizza all’uso del nome e logo del Comune nella pubblicizzazione dell’iniziativa, per poter mettere nome e logo nelle pubblicità occorre avere ricevuto il patrocinio rilasciato dalla Giunta Comunale a seguito di apposita richiesta.

Cordiali saluti.

 

Assessore Luigi Consonni

Ed ecco la nostra reazione. Non a lui, ma inviando una bella mail al comune di Sovico:

Buongiorno. Siamo un’associazione letteraria e culturale di Macherio che si è impegnata sul territorio macheriese per più di due anni, con grandi risultati di pubblico. Dopo due anni di inattività dovuti anche a problemi di salute del presidente, abbiamo deciso di rimetterci in moto. A Macherio ci era stata assegnata a calendario un’aula, per ogni mercoledì sera per ben due anni – richiesta che abbiamo fatto una volta e che non abbiamo più dovuto fare, stante che ci sono anche state consegnate le chiavi della biblioteca etc –  che a quanto pare non ci spetta più. Non solo, l’associazione è già registrata a Macherio dalla sua nascita, con tutti i documenti necessari (statuto, membri, sede, etc etc) ma a quanto pare ora l’assessore richiede nuovamente tutto il materiale, come se dovessimo registrarci di nuovo e alludendo al fatto che appunto non abbiamo operato sul territorio per anni – senza però aver mai consegnato documenti in cui veniva detto che ci spostavamo e, credo, senza una normativa in merito a una possibile ‘data di scadenza delle associazioni’ oltre la quale le associazioni non esistono più – probabilmente per alterchi personali avvenuti tra lo stesso presidente e l’assessore stesso, Consonni. Insomma, siamo amareggiati del trattamento che ci è stato riservato e stiamo cercando di spostarci in un comune limitrofo. Vorremmo sapere se e quali documenti sono necessari nel caso di uno spostamento a Sovico dell’associazione, se ci sono sedi fisiche (aule etc) disponibili e se c’è una vostra disponibilità alla cosa.

Buona giornata

LiberoLibro Macherio

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RIPARTIRE PER RICOSTRUIRE

Sono passati più di due anni e mezzo dall’ultimo evento di LiberoLibro Macherio. Dopo due anni di presentazioni e eventi, l’associazione si era sfaldata davanti a quello che era sembrato, a noi tutti, un disinteresse totale nei nostri confronti da parte dell’amministrazione in carica. Insomma, la disillusione ci aveva portati a disgregarci. Avevamo cambiato location, tipologia di eventi, target, e cambiando avevamo lasciato pezzi per strada; uno ad uno, i membri dell’associazione avevano mollato. Perché l’abitudine rinsalda i legami, e cambiare troppo, e in troppo poco tempo, li spezza.

Passati due anni, Macherio è più morta che mai. Delle più di venti associazioni prima presenti in paese chissà quante ne rimangono davvero, e quante sono ancora attive. Noi non lo siamo stati in questo periodo, è chiarissimo, ma lo scenario che ci troviamo davanti dopo il nostro addio è spaventoso.

Gli eventi annuali del comune si sono drasticamente ridotti, così come la presenza delle associazioni alle feste stesse. Ci sono poche iniziative, per lo più provenienti dalla parte lissonese di Bareggia. Insomma, nulla è cambiato, anzi, è tutto peggiorato.

Le elezioni del 10 giugno sono state per noi un segnale. All’amministrazione è stata rinnovata una fiducia che non ci trova per nulla d’accordo, ma che accettiamo. Come accettiamo che la maggioranza dei macheriesi NON abbia votato per l’amministrazione rieletta, e che più della metà degli aventi diritto nemmeno sia andata a votare. C’è disinteresse. Non solo per la vita culturale, ma per l’intera vita della comunità stessa.

E a noi questo non va. Il segnale è chiaro, va fatto qualcosa.

Abbiamo quindi subito ricontattato gli uffici comunali per ottenere nuovamente un piccolo spazio all’interno della programmazione settimanale. Stiamo cercando di capire, insieme agli uffici, se e quando poterlo ottenere. E presto ripartiremo.

Con eventi, con voglia, con l’intenzione di creare prima di tutto una comunità, anche se piccola, dove poter parlare di cultura, di libri, di società, e perché no, di psicologia e scienze. Dove poter organizzare serate di dibattito comune, magari non soltanto frontali, ma di confronto, di apertura, di dialogo.

Non sarà facile, ma è il nostro obiettivo. Magari rimettendoci pure di tasca nostra qualcosina, perché l’impegno da solo non basta.

Ma non resteremo più fermi al palo.

Vi terremo informati, quindi seguite le nostre pagine – se siete interessati – o contattateci direttamente.

Abbiamo bisogno di creare una voce nuova a Macherio, una voce che venga ascoltata.

Se volete farne parte, siete i benvenuti.

Ivano Mingotti

Presidente LiberoLibro MACHERIO

L’AVEVAMO DETTO

Oggi, sul Giornale di Carate, esce questo articolo:

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Articolo del 1 dicembre 2015, Giornale di Carate

Ora, bando alle ciance, che ne pensa LiberoLibro (EX Macherio)?

Prima di tutto va chiarito che non siamo scomparsi, per chi non lo sapesse, ma ci siamo solo trasferiti, non ritenendo, come  già detto, l’ambiente di Macherio idoneo alla Cultura che vogliamo proporre, SIA a livello puramente di interesse POPOLARE (i Macheriesi, purtroppo, non hanno mai partecipato ai nostri eventi, in cui invece si è visto spesso partecipare un buon numero di persone, ma tutte extra-paese) SIA a livello amministrativo (che poi in fondo è la causa, crediamo, dello scarso interesse popolare: è l’amministrazione che guida, ‘illumindoli’, i cittadini, e non il contrario).

Non siamo, per dire, qui a lamentarci del fatto che non ci sia mai stata fatta una fotocopia dal comune delle varie locandine/volantini, né mai finanziato, nemmeno in parte, un evento, né siamo qui a lamentarci del fatto che, spesso, o quasi sempre, non abbiamo avuto, agli eventi, la presenza dei membri dell’amministrazione stessa.

Qui si tratta proprio di mancanza di interesse vero e proprio: l’impressione che si ha è che la Cultura, a Macherio, venga gestita SOLO per quanto riguarda gli eventi strettamente propugnati e proposti dall’amministrazione stessa, ignorando, (se ne ha l’impressione, quantomeno) banalmente, quelli proposti dalle associazioni (per dire, a Macherio sono, o erano, più di 20, cosa molto interessante, rara e che dà ricchezza e lustro).

Questo si vede nelle piccole cose; ma facciamo degli esempi per farvi capire quale potrebbe essere, per noi, un comportamento che ‘dà idea di scarso interesse’:

Un assessore che, per fare un esempio, in una grande festa qualunque organizzata con tutte le associazioni di un paese qualunque, compresa, per esempio, una che parla di libri e di autori, venga chiamato, la domenica mattina dell’evento stesso,  al telefono, per poter aprire la sala, sempre per esempio, in cui una parte importante della manifestazione si dovrebbe svolgere (per esempio, diciamo, in cui dovrebbero entrare 500 persone, durante l’intera giornata) trovata chiusa, a mezz’ora dall’inizio, per fare un esempio, eh, dall’associazione che deve appunto svolgere quella parte di manifestazione: trovando altresì l’assore qualunque che, per esempio, ancora dorme e che, sempre per fare un esempio, si adira con l’associazione, incolpandola – ad associazione ignara – diciamo per esempio, di non aver chiesto se si dovessero prendere le chiavi, prima, sempre per esempio.

Per esempio, sempre per stare sull’ipotetico, di un assessore, per esempio alla Cultura, sempre a caso diciamo, uno qualunque, che non risponde alle e-mail che gli si mandano, dicendo, per esempio, che venti mail al giorno non si riescono a leggere e a dare, per esempio, anche risposta, sempre per fare un esempio, perché il tempo, per esempio eh, non basta, per venti mail.

Oppure, sempre per fare un esempio, un’amministrazione qualsiasi che organizza dei, facciamo un esempio, corsi pomeridiani nelle scuole e, sempre per fare un esempio, si vanta di averlo fatto con le associazioni del luogo, per poi, per esempio, venire a scoprire che appunto le associazioni del paese qualunque, di cui stiamo appunto parlando, nemmeno le ha contattate, ma anzi, è già d’accordo, per fare un esempio eh, con associazioni di altri paesi (che magari iniziano con B, con L, con S, ma certo non con M). Che poi, sempre per fare un esempio eh, risponda alle lamentele delle associazioni adirate di questo paese qualunque dicendo, per esempio ‘eh ma a quelle altre abbiamo parlato prima, perché conosciamo le persone’. Per esempio.

Oppure, sempre per esempio, un assessore qualunque di una Cultura qualunque di un paese qualunque che può dire, sempre per esempio, a una qualunque associazione di non chiedere più il patrocinio, perchè, detto per esempio eh, ‘il patrocinio poi si svaluta’.

O magari, per esempio eh, un’amministrazione che non risponde alle associazioni, ma che, per esempio, se ha bisogno di qualcosa le chiama subito.

O, per esempio, un’amministrazione qualunque, o assessori qualunque, che si presentino solo 4 volte, per esempio, su oltre 60 eventi di una detta qualunque e per esempio associazione.

Che poi magari in questo paese qualunque c’è un giornale qualunque che, per esempio, gli eventi di queste associazioni qualunque che non rispecchiano il proprio qualunque circoletto, ecco, non le calcoli proprio (per esempio, non un articolo, anche se l’evento suddetto, per esempio eh, vede 500 persone arrivare al Paese Qualunque).

Oppure eh, sempre per fare un esempio, che detta associazione qualunque trovi i volantini che ha stampato da sola, per esempio, perché l’amministrazione qualunque nemmeno fotocopia i volantini, per dire, in una biblioteca qualunque di questo paese qualunque, finiti dritti nel cestino, oppure, per esempio, l’auletta qualunque che è riuscita a ottenere per un evento qualunque, per dire, occupata la sera stessa, pochi minuti prima dell’inizio, da qualche altra qualunque ignara riunione, o similari.

O, per fare un altro esempio, che l’unico giornale di questo paese qualunque abbia un direttore, un qualunque direttore, che sia all’interno dell’amministrazione qualunque stessa, per fare un esempio piccolo piccolo.

Oppure, per fare un esempio veramente irreale, per farvi capire, che un’amministrazione qualunque, ottenuto da un gruppo di associazioni qualunque un progetto qualunque per un bachecone per le iniziative delle associazioni, che queste associazioni qualunque vogliono e possono pagare a loro spese, da mettere in questo paese qualunque, in una via qualunque, dica di no perché, per fare un esempio, eh, ‘i vandali potrebbero romperlo, chi lo cura?’. Robe che poi, per fare un esempio di come potrebbe essere un’amministrazione, ma proprio un esempio ardito eh, poi compaiono in questo paese qualunque dei TABELLONI LUMINOSI con scritte scorrevoli qualunque, certo molto veloci e certo difficili da fruire. Però eh, quelli sono anti-vandali, possiamo dire, per esempio.

Oddio, per fare un esempio ardito, per dire, che questa amministrazione qualunque di cui stiamo parlando per fare esempi abbia, a bilancio annuale, per la Cultura, migliaia e migliaia di euro spesi, e che però, sempre per esempio eh, dica di non avere i soldi, per dire, nemmeno per le fotocopie delle locandine per gli eventi delle associazioni qualunque dette sopra.

O, per dire un altro esempio ma proprio remoto eh, remotissimo, che una amministrazione qualunque incolpi, sentendosi, per esempio, incolpata a sua volta, per dire eh, per fare un esempio molto distante da noi eh, degli anziani qualunque di un’associazione qualunque per un baracchino abusivo su un campo orto/ricreativo qualunque. Per fare un esempio, eh, giusto per dare un’idea di come potrebbe essere un’amministrazione di quel tipo di cui parliamo, non facciamoci false idee.

Per dire, una così, cose piccole e significative, per fare un esempio.

Che poi, magari, in un paese qualunque con una amministrazione qualunque come quella sopra, per dirne una, piano piano tutte le associazioni qualunque scappano, o lasciano perdere, o muoiono.

E quel che rimane, in quel paese qualunque di una zona qualunque con un’amministrazione qualunque, sono solo le strade del centro vuote, alle 20 di sera, e due tabelloni luminosi che continuano a dire ai nessuno che non passano più il loro ‘Benvenuti al Paese Qualunque’.

 

 

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LIBEROLIBRO CONSIGLIA: VERONIKA DECIDE DI MORIRE, P. COELHO

Ogni settimana, LiberoLibro si propone di consigliare, tramite le recensioni dei nostri fidati recensori, un libro in particolare. Questa settimana consigliamo Veronika decide di morire, di Paulo Coelho; recensione di Gresi Vitale. Buona lettura!

liberolibro macherio consiglia

Se un giorno potessi uscire da questo posto, mi permetterei di essere folle, perché lo sono tutti. Gli uomini peggiori sono quelli che non sanno di esserlo, perché continuano a ripetere ciò che impongono gli altri.

Con la storia di Veronika persi completamente il senso del tempo. La sera ascoltavo la sua storia, scritta in quelle che non sono altro che pagine della sua memoria, che si trascineranno fin quando non esalerà l’ultimo respiro, senza prendermi la briga di alzare gli occhi dalle pagine.
Le parole scorrevano dalla punta di una penna invisibile su un foglio evocando all’orecchio la voce della piccola Veronika. Pendevano dalle mie braccia e indugiavano sulla mia testa: finestrelle aperte su un mondo che offrivano allo sguardo lo sfavillante spettacolo di un mondo completamente sconosciuto ai miei occhi. Gruppi di boliviani che suonano in piazza, in un pomeriggio invernale. Una ragazza insoddisfatta, sola che ha bisogno degli altri per essere felice che vaga come un’anima in pena in un posto dove le persone non si vergognano di essere etichettate come matte. Ed io che, stregata dall’aura lucente di Veronika, dal bagliore acquoso della luna che, come un’indescrivibile sensazione di benessere, mostrava la propria eternità, seguivo scrupolosamente ogni sua mossa. Veronika che proiettava la sua malinconia fino al mio cuore caldo rinchiuso nella cassa toracica, dove si dilatava e contraeva ogniqualvolta s’imbarcava in una dei suoi eccentrici comportamenti.
In ogni parola erano conservate scatole con dentro racchiuse tante vite. Scatole che contenevano dettagliatamente i particolari sulle persone che, come anime dannate ma contrite, erano sparse intorno a Veronika. Scatole piene di vita di cui Veronika non sa cosa farsene, ma che arricchiscono questo splendido scenario. Dalla mia prospettiva, così evocativo ma distante, di cui tuttavia si riesce a scorgere l’attività che vi ferve. E, come un sogno breve e senza senso, in una rapida discesa conduce alla vita che sta ormai appassendo nella quiete mattutina. Fra il fragore delle macchine, in un istituto psichiatrico che freme vita, su uno sfondo luminoso e quasi rassicurante di un astro che placa tutta la superficie, prima della sua inevitabile decadenza.
Non conosco le ragioni per cui abbia amato la storia di questa strana ragazza che in meno di ventiquattro ore popolò le mie notti.
Una figura quasi ipnotica che brucia nella mia testa vivida e bellissima, nell’anticamera della morte, scuote la testa e arriccia le labbra rievocando ricordi che, come limpida acqua, escono inarrestabili dalle fessure tra le rocce di una fontana. Come si era sentita fluttuare fra le nuvole, quando un ammiratore sconosciuto le aveva regalato un fiore. Il senso di pace che le comunicava osservare lo spicchio della luna. Io mi sono avvicinata, attratta verso di lei come una falena. Ed, quando ero nel suo cerchio magico, avvertii un forte sentimento: l’odio profondo che gli impedì di scoprire le altre Veronika che dimorano dentro di lei e che erano interessanti, folli, curiosi, coraggiosi, audaci. Ma che, per spegnere questo sentimento, si volgeva alla luna e attaccava con una sonata, in suo omaggio, sperando che lei l’ascoltasse orgogliosa.
Con il silenzio opprimente della notte, l’ho cercata come storie che vanno alla ricerca di altre storie. Come mezzo di allontanamento dalla vita, dalla routine, attingendo ad emozioni che si agitavano dentro e cui ho riversato in quel contenitore imperfetto che è la scrittura. Per lasciare che le sue parole mi sorprendessero e m’inducessero a provare moti di compassione che prendono quando si è insoddisfatti della vita. Per comporre una melodia che conducesse altrove: svuota la mente, induce a smettere di riflettere su ogni cosa e limitarci ad essere.
Quando la salutai provai una strana sensazione nel petto. Era dovuto dalla storia che Coelho aveva sussurrato al mio orecchio? Forse. Un’eco, un sussurro, che aveva reclamato la mia attenzione, spazzando completamente via la storia della mia vita.
Veronika non aveva niente che potesse considerarsi come una valida ragione per togliersi la vita. Il suo desiderio di morire, – indetto da insoddisfazione morale, fantasie represse nei riguardi di qualcosa o qualcuno, o paure di vivere nell’errore – non aveva niente di inquietante. Non era l’atto in se a turbarmi ma l’idea che potesse compierlo a darmi qualche preoccupazione. Se Veronika era così insoddisfatta come diceva era di sicuro determinata a compiere questo gesto sconsiderato. E se era determinata significava che sarebbe morta. Come poteva essere altrimenti?

Tutti viviamo in un mondo nostro. Ma se guardi il cielo stellato, ti accorgi che tutti questi mondi diversi si combinano, formando sistemi solari, costellazioni, galassie.

Con le sue divagazioni sull’esistenza di Dio, di un mondo che si combina o si fonde con altri mondi, l’anima completamente appagata – perché solo adesso la vita ha un senso -, Veronika decide di morire è un libriccino dalla mole piuttosto ridotta ma unico nel suo genere. Scene di vita in un caleidoscopio di situazioni critiche. Cisterna che non supera mai i limiti, ma che custodisce desideri, sogni, speranze di personaggi rosi dai dubbi e dalle inquietudini.
Un romanzo che è una nostalgica poesia sul senso della vita. Flagello dell’anima e quasi unica via di redenzione trovata.

In un mondo in cui si tenta disperatamente di sopravvivere, come si possono giudicare le persone che decidono di morire?

LIBEROLIBRO CAMBIA: UNA SCUOLA PER AUTORI

Ieri è stata per noi l’ultima grande presentazione: ci siamo ormai resi conto da tempo che la presentazione è in sé un mezzo antiquato, morto, e dunque ci si deve adeguare ai tempi ed andare avanti.

Sì, ma dove? Ce lo siamo chiesti a lungo, in queste ultime settimane, ed infine siamo giunti a una conclusione, a cosa davvero serve a questo mondo editoriale agonizzante: una Scuola per Autori, o Circolo Letterario, o Caffé Letterario: insomma, come volete chiamarlo.

Riteniamo che quella dell’autore sia una professione vera e propria, a cui devono essere donati strumenti per poter essere efficace nei vari ambiti: promozione, scelta dell’editore, comunicazione, diffusione, contatto con media e istituzioni. Riteniamo altresì di essere validi esempi di autori che si danno da fare in tutti questi campi, e di poter dire la nostra. Ma non da soli.

Cosa faremo allora? LiberoLibro diventerà, principalmente, un gruppo di autori che si scambieranno, tramite riunioni o online, contatti, ”recensioni sugli editori” con cui si ha avuto a che fare, dritte e varie nozioni per andare avanti nel mondo dell’editoria, magari instaurando una strategia comune di promozione e comunicazione con media, librerie, lettori e istituzioni (con proposte, anche, di eventi comuni). E, secondariamente, una ‘Scuola’ per gli autori che non saranno accettati nel gruppo principale dei ‘Maestri’, a cui saranno dedicate le serate dei Semi-Nari, come abbiamo chiamato i piccoli eventi che ci vedranno, insieme ad ospiti autorevoli dell’editoria, parlare di promozione, diffusione etc etc.

Unica condizione qualora si voglia e si possa diventare ‘Maestri’ è donare un quarto dei propri contatti (positivi: librerie in cui la presentazione o il firmacopie sono andati bene; bravi recensori tra blog, vlog, giornalisti etc; associazioni in cui certe iniziative sono andate bene; concorsi letterari interessanti; contatti media – giornali, tv, radio, webradio e webtv – che hanno risposto favorevolmente) e riassunti delle proprie esperienze (negative e positive) alla Banca Dati dell’Associazione, che verrà fruita da tutti gli autori membri (Maestri) in modo libero e spontaneo (o appunto con la strategia comune) creando una forte base informativa e conoscitiva da cui poter partire insieme.

Allora, che aspettate a chiedere di far parte dell’Associazione o a chiedere informazioni sulle prossime serate?

Qui sotto trovate invece il video della nostra ultima presentazione.

Ci scusiamo anticipatamente con tutti gli autori le cui presentazioni erano già state fissate, ma il cambiamento è inevitabile, e fermare il cambiamento è, sempre, inutile e inammissibile.

#KULTURANDO2015: IL NOSTRO ADDIO A MACHERIO

Kulturando 2015 è stato l’evento più grande e vincente che abbiamo mai fatto: un’intera giornata dedicata a presentazioni, premiazioni di concorsi, parole e dibattiti: insomma, Cultura in primo piano!

Più di 500 persone si sono fermate ad ascoltare e a partecipare, e questo è un successo che non possiamo dimenticare.

Dopo questo grande evento, ce ne andiamo da Macherio ancor più consapevoli delle nostre forze, e ancora più dispiaciuti per quello che non ci è stato permesso dare.

A breve pubblicheremo foto e video, coprendo l’intero arco di questa e forse della prossima settimana con articoli appositi.

Qui invece riportiamo, come giusto, i vincitori delle varie categorie del premio letterario LiberoLibro Macherio, alla sua seconda edizione, e del premio fotografico La Cultura è.

Buona giornata a tutti!

PREMIO LETTERARIO LIBEROLIBRO MACHERIO – II EDIZIONE

10-15: Rachele Rizzioli: Specchi oscuri – Premio Letterario LiberoLibro Macherio

16-25: Edoardo Adamuccio: A come Armenia – POESIA

26-40: Carlo Giacobbi: Se il sangue in me torna a gridare

41-60: Tiziana Monari: eternit

61+: Ivana Saccenti: C_ come_ cinese_

Brianza: Gianluca di Stefano: Non hanno fretta gli immortali

PREMIO FOTOGRAFICO LA CULTURA E’ – I EDIZIONE

Vincitore: Erica Alberti con Sapienza