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LIBEROLIBRO CONSIGLIA: IL MONDO DE IL TRONO DI SPADE, C. POLI

Ogni settimana, LiberoLibro si propone di consigliare, tramite le recensioni dei nostri fidati recensori, un libro in particolare. Questa settimana consigliamo Il mondo de il trono di spade, di Chiara Poli; recensione di Sebastiano Cappello. Buona lettura!

liberolibro macherio consiglia

Salve lettori!
Oggi vi consiglio un libro più “soft” rispetto ai libri, di cui ho precedentemente parlato. Si tratta del libro scritto da Chiara Poli e si intitola “il mondo de il Trono di Spade” e come sottotitolo “Eroi, guerrieri e simboli dei Sette Regni”
Si tratta della prima guida alla lettura non autorizzata dell’opera di George Raymond Richard Martin “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco” e della serie tv, che ne hanno trattato, “Game of Thrones”
Gli amanti dei romanzi e della serie tv non possono certo farsi scappare questa occasione ghiotta, perché in questo libro troverete di tutto.
Chiara Poli infatti ha scritto nient’altro che un’analisi dei romanzi e dei suoi personaggi (Jon Snow, Arya Stark, Tyrion Lannister, Daenerys Targaryen ecc…) e anche della serie tv della HBO; il tutto però senza SPOILER del quinto libro della saga e della quinta stagione. Unico limite, diciamo, per leggere questo libro è che bisogna aver letto i primi tre libri (quelli originali non divisi) della saga e aver visto le quattro stagioni; il libro infatti è uscito quando ancora la quinta serie doveva essere trasmessa.
Ma il libro non si ferma solo nell’analizzare la storia e i personaggi, ma si sofferma anche sul simbolismo contenuto nei libri e nella serie, le fonti, classiche e moderne, da cui Martin ha preso ispirazione, tutti i vari riferimenti letterari, culturali, artistici;K i simboli dei numeri, dei colori, dei vessilli delle casate ecc…
Capite che da questi punti di vista questo libro deve essere letto da tutti coloro che amano la saga, nata dalla penna e dalla fantasia (seppur a volte sadica) di Martin, e della serie tv tratta.
Personalmente io l’ho apprezzato molto, soprattutto il capitolo dedicato al simbolismo, alle varie fonti e riferimenti, e ripeto ve lo consiglio davvero tanto!
Per chi non sa chi sia Chiara Poli, sappiate che è una youtuber, nel suo canale parla di serie tv e questo non è il primo libro che ha scritto; ne ha scritti altri, sempre inerenti al campo delle serie tv (in questo momento non ricordo i titoli)
Concludo augurandovi buone letture e buona giornata; se avete letto questo libro cosa ne pensate? Se non lo avete letto lo comprerete e lo leggerete? Fatemi sapere!
Buona giornata! Alla prossima recensione! (scusate la brevità della recensione, ma non voglio rovinarvi la sorpresa!)

(Il mondo de il Trono di Spade – Eroi, guerrieri e simboli dei Sette Regni; Chiara Poli; Sperling&Kupfer, 256 pp.)

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LIBEROLIBRO CONSIGLIA: IL CONTE DI MONTECRISTO, A. DUMAS

Ogni settimana, LiberoLibro si propone di consigliare, tramite le recensioni dei nostri fidati recensori, un libro in particolare. Questa settimana consigliamo Il Conte di Montecristo, di Alexandre Dumas; recensione di Sebastiano Cappello. Buona lettura!

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Oggi voglio parlare di un classico della letteratura mondiale e che, grazie a una vicenda avveturosa e a personaggi ben caratterizzati, è diventato il mio classico preferito in assoluto. Sto parlando de “il conte di Montecristo”, scritto da Alexandre Dumas.
Sento già le vostre voci dire: “Oddio ma è un mattonazzo!” “Non ce la farò mai a leggerlo!” “Ma non è noioso e troppo lungo questo libro?” , ma io sono qui pronto a smontare tutti i vostri pregiudizi, perché questo libro è tutt’altro che noioso, tutt’altro che banale.
Andiamo per ordine, di cosa parla esattamente questo libro? Parla di un uomo, Edmond Dantés che, per uno scherzo del destino e per volere di quattro loschi uomini (Danglars, Caderousse, Fernand e Villefort) , si troverà prigioniero al castello d’If con la sua vita praticamente rovinata per sempre, ma durante i lunghi anni di prigionia conoscerà un grandissimo personaggio, l’abate Faria, che gli insegnerà tantissime cose e lo renderà un uomo di cultura. Dopo quattordici anni Dantés riuscirà a scappare e da quel momento diventerà un uomo diverso: il conte di Montecristo, e sotto queste false vesti si vendicherà degli uomini che gli hanno rovinato la vita.
Da qui potete capire subito che ciò che vi si presenta è una vicenda avventurosissima, vi troverete a tifare per Dantés, anche quando farà azioni, che a livello umano sono difficili da comprendere; vi troverete di fronte a tantissimi personaggi; ognuno descritto molto bene , con una propria personalità e fisicità.
Il conte di Montecristo è un romanzo che parla della vita, dei suoi lati positivi e negativi; in questo libro vi è davvero di tutto: amore, odio, amicizia, lealtà, tradimento, intrighi, potere, sete di potere, vendetta, ricchezza, povertà ecc… ecc…
Per quanto mi riguarda, io posso dire di aver amato questo romanzo dalla prima all’ultima pagina, ho apprezzato molto l’intreccio della vicenda, le parti migliori a mio avviso sono quella del castello d’If e la vasta seconda parte, dove viene meditata, per poi essere attuata, la vendetta; ho apprezzato i numerosissimi personaggi, sia buoni che cattivi e qui posso dire che questo libro mi ha sorpreso, l’ho trovato geniale, originale per i tempi in cui fu scritto, mi ha fatto riflettere tantissimo sulla complessità della vita e certe parti le ho trovate davvero molto poetiche; mentre leggevo, avevo la sensazione di assistere alle scene del libro: di essere insieme a Dantés, che attuava la sua vendetta; di assistere impotente alle conseguenze della vendetta e di emozionarmi di fronte all’amore sbocciato e contrastato tra due personaggi.
Questo libro mi è proprio entrato nel cuore e io vi invito caldamente a leggere questo libro, a dargli almeno una possibilità, lasciate che Dumas tenti di sorprendervi e di conficcarvi l’anima e il cuore; superate la paura della mole di questo romanzo, perché se vi entrerà dentro, non sentirete per nulla l’ingente numero delle pagine.
Spero di avervi suscitato un certo interesse con questa mia profonda e umile opinione su questo libro, che un giorno riprenderò in mano per rileggerlo e magari scoprire dettagli che mi erano sfuggiti, perché ragazzi i libri, soprattutto i classici, hanno questa magia di non rivelarsi completamente e di avere sempre un angolino nascosto.

(Il conte di Montecristo, Alexandre Dumas; Einaudi;1232 pagine; € 32,00; traduzione di Margherita Botto)

LIBEROLIBRO MACHERIO CONSIGLIA: UN UOMO, O. FALLACI

Ogni settimana, LiberoLibro Macherio si propone di consigliare, tramite le recensioni dei nostri fidati recensori, un libro in particolare. Questa settimana consigliamo Un uomo, di Oriana Fallaci; recensione di Sebastiano Cappello. Buona lettura!

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“La libertà è un dovere, prima che un diritto è un dovere”

Questa frase rappresenta il perno su cui ruota tutta la vicenda raccontata in “Un uomo”, capolavoro indiscusso di Oriana Fallaci, una grande donna del secolo scorso e prima giornalista italiana ad andare sul fronte di guerra; la libertà infatti è una delle grandi tematiche presenti in questo libro, romanzo biografico di un altro grande personaggio del secolo scorso, Alekos Panagulis, che è stato anche il grande amore della scrittrice fiorentina.

In questo romanzo biografico, suddiviso in sei parti, Oriana ci narra la parte più attiva della vita di Panagulis: il libro inizia infatti con il tentato attentato ai danni di Papadopulos, dittatore al tempo del regime dei colonnelli in Grecia, per proseguire con gli anni di prigionia, nei quali Panagulis subisce le più atroci torture, la sua liberazione dovuta alla grazia concessagli proprio da Papadopulos, l’incontro con Oriana, l’inizio della loro tragica e meravigliosa storia d’amore, durata tre anni, l’attività politica di Panagulis e infine l’incidente automobilistico nel maggio del 1976, dove Panagulis perde la vita.

Questo romanzo è la mia seconda esperienza con Oriana Fallaci (precedentemente avevo letto “Lettera a un bambino mai nato”) e ne sono rimasto davvero colpito.

Che cosa mi ha colpito di questo libro? La mia risposta è TUTTO, perché in “Un uomo” , a detta di Domenico Procacci, c’è di tutto: c’è la rappresentazione di un eroe, Alekos Panagulis, e della sua vita esemplare e Oriana ci parla di quest’uomo, di questo eroe, di questo poeta, senza nasconderci nulla: nel libro vi ritroverete a leggere i punti forza e le debolezze di Panagulis, troverete un autentico ritratto di questo eroe della Resistenza greca. Oltre alla figura di Alekos, “un uomo” ci parla anche di Oriana, che si ritrova a lottare accanto a quest’uomo, con cui passerà tre anni intensi e tragici e a lottare anche contro se stessa, contro una parte di sé che non le piace, molto spesso lei si allontanerà da Alekos per ritrovare la propria indipendenza, sulla quale lei ha costruito la sua vita, ma tutto sarà inutile perché lei resterà sempre legata alla figura di quest’uomo, che lei amava tanto; a tal proposito in questo libro troviamo la più grande storia d’amore mai scritta: l’amore che legava Alekos e Oriana, un rapporto tragico, difficile: lui la tradirà molte volte e lei perde il bambino che aspettava da lui. C’è infine la lotta per la libertà, la giustizia e la democrazia e il Potere, quello che comanda e che spaventa e c’è anche il Popolo, che non è popolo, ma gregge che si sottomette al Potere ed è qui che sta l’attualità disarmante di questo romanzo e questo è l’aspetto che mi ha colpito di più e da qui che io ho cominciato a interrogarmi sulla situazione dell’Italia, sul popolo o, per meglio dire, “gregge” italiano; il paragone viene facile farlo perché le dittature sono sempre le stesse, i meccanismi sono sempre quelli e la ricerca della libertà da parte dell’uomo è sempre quella; leggendo le pagine di “un uomo” io ho dedotto che anche noi ci troviamo di fronte a una dittatura, che ci dice cosa mangiare, basti pensare ai divieti dell’Ue di consumare ossobuco, pajata e altri piatti tradizionali poiché considerati dannosi, e tra poco di dirà come vestirci, come parlare, come comportarci. La morale di questo libro è questa” Non bisogna mai arrendersi, dobbiamo smettere di essere gregge, dobbiamo essere persone, esseri umani, che sono in grado di combattere e di ribellarsi”.

Concludo consigliando questo libro a tutti e soprattutto a chi sta al Potere oggi nel mondo e a tutti noi uomini, soprattutto agli Italiani, che non sono popolo, esseri umani, ma gregge di pecore che segue il pastore e i cani, ovvero la classe dirigente che ci comanda, che ci spaventa. Prendiamo esempio da Panagulis e da Oriana che in tutta la loro vita hanno combattuto per la libertà.

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(Oriana Fallaci, un uomo, BUR rizzoli, 2000, pp. 632, €13.00)

(Oriana Fallaci, un uomo, BUR rizzoli, 2000, pp. 632, €13.00)