Archivi tag: massimo colonna

LIBEROLIBRO CONSIGLIA: L’UOMO DELLA FOLLA, E.A. POE

Ogni settimana, LiberoLibro si propone di consigliare, tramite le recensioni dei nostri fidati recensori, un libro in particolare. Questa settimana consigliamo L’uomo della folla, di Edgar Allan Poe; recensione di Massimo Colonna. Buona lettura!

liberolibro macherio consiglia

Un uomo siede in un caffè nella via più trafficata di Londra. Osserva la gente per strada, cercando di studiare atteggiamento, abbigliamento, gestualità, per comprenderne la professione. Impiegati, facoltosi, giocatori d’azzardo, prostitute: tutte figure identificabili facilmente. Ma in fondo alla folla ecco uno strano tipo: piccolo, anziano, forse malato. Eppure dà l’impressione di possedere forza interiore. Il signore comincia a vagare per la città immerso nella folla. L’uomo del bar lo segue: vuole capirne il segreto. Quello gira e rigira tra la gente, pare senza meta. Lui lo segue. Più volte tornano al punto di partenza. Poi ripartono. Alla fine, l’uomo perde la pazienza e si piazza con forza davanti al fuggitivo: questi lo guarda, tace. Poi riprende la sua corsa tra la gente.

“Il vecchio è l’emblema, il genio del crimine più perverso. Rifiuta di restare solo. E’ l’uomo della folla. Seguirlo sarebbe inutile, null’altro apprenderei sul suo conto, né sulle sue azioni”. 

E’ l’uomo moderno (occhio alle date, il testo di Poe è del 1840): segue la folla, senza nemmeno saper dove andare. Non riesce a star solo. Ha bisogno della sicurezza del gruppo, dal branco. Dell’anonimato. Poi, quando lo guardi dritto negli occhi, cos’ha da dire? Nulla.
E’ l’uomo moderno. Grande messaggio visionario in un racconto brevissimo.
In più. Visionaria anche la prima figura. L’uomo infatti si ferma. Si prende un attimo. E guarda le cose dall’esterno. Con un punto di vista diverso rispetto a quello di tutti i giorni. Quanti oggi lo fanno? Quanti guardano la propria vita dall’esterno?

LIBEROLIBRO CONSIGLIA: LA SCOPA DEL SISTEMA, D.F. WALLACE

Ogni settimana, LiberoLibro si propone di consigliare, tramite le recensioni dei nostri fidati recensori, un libro in particolare. Questa settimana consigliamo Labirinti, di David Foster Wallace; recensione di Massimo Colonna. Buona lettura!

liberolibro macherio consiglia

Visionario. E anche di più. Delirante, se vuoi provare a comprenderlo. Se lo guardi da lontano. Se invece cerchi la storia, non ne esci vivo.

C’è un secondo messaggio solo se lo si osserva da lontano. Solo se si guarda la storia non nello sviluppo particolare, ma come un fiume che ti passa davanti. L’intreccio tra fatti e personaggi è talmente complesso che ad un primo sguardo può sembrare tutto troppo complicato. Ma in questo sta il secondo messaggio, il messaggio visionario.

La protagonista va alla ricerca della nonna scomparsa. In mezzo ad un delirio di fatti, racconti brevi ficcati ovunque, testimonianze e personaggi, alla fine la protagonista (che tra l’altro ha lo stesso nome della nonna, tanto per facilitare il lettore) semplicemente sparisce. Non si sa se ritrova la nonna e non si sa se decide di seguire gli altri o di fuggire da sola.

“Credo che questo tizio qui sia il barbiere che rade solo e tutti quelli che non si radono da sè. Il dilemma è se il barbiere si rada da sè o meno. Credo sia questo il motivo per cui gli è esplosa la testa”

Lenore scappa da tutto: dalla storia, dai personaggi che la inseguono, dal lettore che vuole sapere. E va da sé. Non gli importa del contesto. Tanto che il libro finisce con una frase tagliata: “Puoi fidarti di me. Io sono un uomo di”. Fine. Grande prova visionaria per David Foster Wallace.

LIBEROLIBRO CONSIGLIA: COSMOPOLIS, D. DE LILLO

Ogni settimana, LiberoLibro si propone di consigliare, tramite le recensioni dei nostri fidati recensori, un libro in particolare. Questa settimana consigliamo Cosmopolis, di Don De Lillo; recensione di Massimo Colonna. Buona lettura!

liberolibro macherio consiglia

Molto visionario. Attraverso la complicatissima e concretissima vita di un miliardario, DeLillo ci manda il messaggio opposto. Non contano le tecnologie, la perfezione. La vita è anche l’immagine che vediamo di noi su una vetrina mentre passiamo.

“Non aveva un amico tanto intimo da sopportare il tormento di una telefonata. Cosa dirgli? Era una questione di silenzi, non di parole”.

“Stai guardando un quadro alla parete. Tutto qui. Ma ti fa sentire vivo, nel mondo. Ti dice sì, tu ci sei. E sì, la tua sfera di esistenza è più ampia e piacevole di quanto immagini”.

Il protagonista è inghiottito in un mondo tutto suo, fatto di analisi di mercato, di azioni, di quotazioni, di yen e di dollari. Il tutto da controllare spasmodicamente dall’interno della sua limousine. Mentre fuori succede di tutto. Per le strade la gente protesta e si uccide per un mondo che non va.
Visionaria anche questa immagine: lui controlla tutto dall’interno della sua auto blindata, fuori invece si scatena il caos tra la povera gente. Un quadro famigliare, no?
Mentre attraversa la città per andarsi a tagliare i capelli, il protagonista piomba in un turbine di pensieri e situazioni, cucite perfettamente sulla società contemporanea. Anzi, il messaggio visionario qui è quasi premonitore, perché va oltre la contemporaneità. Guarda oltre. Agli anni che verranno.
La vita non è la perfezione tecnologica. E’ tutte quelle cose che assomigliano a quando passiamo accanto ad una vetrina e guardiamo la nostra immagine riflessa. Quel piccolo stupore che ci prende quando ci vediamo di sfuggita. E’ questo il messaggio visionario.

“Tante cose ormai andate, ecco chi era, il gusto perduto del latte succhiato dal seno materno, la roba che espelle quando starnutisce, questo è lui, e il modo in cui una persona si trasforma nel riflesso che vede passando accanto a una vetrina polverosa”.

LIBEROLIBRO MACHERIO CONSIGLIA: L’UOMO CHE CADE, D. DELILLO

Ogni settimana, LiberoLibro Macherio si propone di consigliare, tramite le recensioni dei nostri fidati recensori, un libro in particolare. Questa settimana consigliamo L’Uomo che cade, di Don DeLillo; recensione di Massimo Colonna. Buona lettura!

liberolibro macherio consiglia

L’uomo che cade ha un messaggio visionario molto forte. In giro per New York c’è un uomo, David Janiak, che all’improvviso in mezzo alla strada improvvisa una performance: si piazza a testa in giù, in giacca e cravatta, appeso ad un filo. Rappresenta gli uomini che si sono lanciati dalle Torri Gemelle l’11 settembre. Costretti a buttarsi dall’arrivo delle fiamme. Quando la gente lo vede si ferma, ride, resta col fiato sospeso, aspetta la polizia e poi se ne va. “Che diavolo sta facendo quello?”, si chiede con il sorriso sulle labbra prima di andarsene. Senza darsi risposta. A cena poi lo racconterà ai parenti. 

David Janiak invece è la rappresentazione dell’uomo di oggi: costretto a vivere dentro a una vita costruita dagli altri (come sono stati costretti dagli altri quelli che si sono lanciati dalle Torri), in cui l’ambiente circostante condiziona ogni tua scelta. L’uomo che cade, David Janiak, è l’uomo che non riesce a restare in piedi sulla “sua” vita. Anche quelli in giacca e cravatta, proprio come David, sono a rischio. L’uomo che cade, in ultima analisi, è l’uomo che sbaglia. 

“Si piazza davanti alla finestra e vede quel che capita per strada. Qualcosa capita sempre, perfino nei giorni più quieti e a notte fonda, basta rimanere lì per un po’ e guardare”.   

E’ quello che a volte si fa della propria vita: restare a guardare le cose che accadono, tanto prima o poi qualcosa capiterà. In questo modo si è “costretti” a vivere esperienze mediate da altri. Come davanti alla televisione. E’ quello che succede ai protagonisti del libro.