LIBEROLIBRO CONSIGLIA: L’UOMO DELLA FOLLA, E.A. POE

Ogni settimana, LiberoLibro si propone di consigliare, tramite le recensioni dei nostri fidati recensori, un libro in particolare. Questa settimana consigliamo L’uomo della folla, di Edgar Allan Poe; recensione di Massimo Colonna. Buona lettura!

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Un uomo siede in un caffè nella via più trafficata di Londra. Osserva la gente per strada, cercando di studiare atteggiamento, abbigliamento, gestualità, per comprenderne la professione. Impiegati, facoltosi, giocatori d’azzardo, prostitute: tutte figure identificabili facilmente. Ma in fondo alla folla ecco uno strano tipo: piccolo, anziano, forse malato. Eppure dà l’impressione di possedere forza interiore. Il signore comincia a vagare per la città immerso nella folla. L’uomo del bar lo segue: vuole capirne il segreto. Quello gira e rigira tra la gente, pare senza meta. Lui lo segue. Più volte tornano al punto di partenza. Poi ripartono. Alla fine, l’uomo perde la pazienza e si piazza con forza davanti al fuggitivo: questi lo guarda, tace. Poi riprende la sua corsa tra la gente.

“Il vecchio è l’emblema, il genio del crimine più perverso. Rifiuta di restare solo. E’ l’uomo della folla. Seguirlo sarebbe inutile, null’altro apprenderei sul suo conto, né sulle sue azioni”. 

E’ l’uomo moderno (occhio alle date, il testo di Poe è del 1840): segue la folla, senza nemmeno saper dove andare. Non riesce a star solo. Ha bisogno della sicurezza del gruppo, dal branco. Dell’anonimato. Poi, quando lo guardi dritto negli occhi, cos’ha da dire? Nulla.
E’ l’uomo moderno. Grande messaggio visionario in un racconto brevissimo.
In più. Visionaria anche la prima figura. L’uomo infatti si ferma. Si prende un attimo. E guarda le cose dall’esterno. Con un punto di vista diverso rispetto a quello di tutti i giorni. Quanti oggi lo fanno? Quanti guardano la propria vita dall’esterno?

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#KULTURANDO2015: IL NOSTRO ADDIO A MACHERIO

Kulturando 2015 è stato l’evento più grande e vincente che abbiamo mai fatto: un’intera giornata dedicata a presentazioni, premiazioni di concorsi, parole e dibattiti: insomma, Cultura in primo piano!

Più di 500 persone si sono fermate ad ascoltare e a partecipare, e questo è un successo che non possiamo dimenticare.

Dopo questo grande evento, ce ne andiamo da Macherio ancor più consapevoli delle nostre forze, e ancora più dispiaciuti per quello che non ci è stato permesso dare.

A breve pubblicheremo foto e video, coprendo l’intero arco di questa e forse della prossima settimana con articoli appositi.

Qui invece riportiamo, come giusto, i vincitori delle varie categorie del premio letterario LiberoLibro Macherio, alla sua seconda edizione, e del premio fotografico La Cultura è.

Buona giornata a tutti!

PREMIO LETTERARIO LIBEROLIBRO MACHERIO – II EDIZIONE

10-15: Rachele Rizzioli: Specchi oscuri – Premio Letterario LiberoLibro Macherio

16-25: Edoardo Adamuccio: A come Armenia – POESIA

26-40: Carlo Giacobbi: Se il sangue in me torna a gridare

41-60: Tiziana Monari: eternit

61+: Ivana Saccenti: C_ come_ cinese_

Brianza: Gianluca di Stefano: Non hanno fretta gli immortali

PREMIO FOTOGRAFICO LA CULTURA E’ – I EDIZIONE

Vincitore: Erica Alberti con Sapienza

COMUNICATO STAMPA – 10.5.15

Amici e amiche di LiberoLibro Macherio,
è con somma tristezza che diamo a voi tutti questa notizia, con la speranza che, come noi, possiate comprendere, analizzare la situazione e decidere di guardare al lato positivo di ciò che è, in fondo, solo un cambiamento.
LiberoLibro Macherio ha deciso di spostare, a termine indefinito, i suoi eventi al di fuori del territorio di Macherio.
Lo ha deciso perché pensa che, al momento, non ci siano le condizioni necessarie, in Macherio, per un evento culturale che si possa definire tale e degno; lo ha deciso per motivi su cui soprassediamo, ma di cui sono, crediamo, a conoscenza tutti coloro che vivono la vita associativa del nostro paese.
Continueremo a sentirci Macheriesi, e parteciperemo, qualora scegliessimo di farlo, alla vita culturale del paese, per quanto concerne gli eventi e gli atti delle altre associazioni, rispondendone però personalmente nella decisione, e non a livello di gruppo.
Prepareremo e ci saremo nel grande evento di Luglio 2015, insieme alle altre associazioni, perché manteniamo la parola, perché ci crediamo e perché vogliamo sia un piccolo regalo alla comunità che ci ha dato i natali e che ancora ospiterà i nostri pensieri e la nostra sede, nonché il ritrovo delle nostre riunioni.
Ma non organizzeremo più serate all’interno del territorio Macheriese, fatta salva questa eccezione.
Speriamo di tornare, un giorno, a fare eventi in paese, quando ci saranno condizioni più idonee al caso.
Ripetiamo che la scelta è nostra, e nostro è il punto di vista sulla situazione.
Ribadiamo la nostra stima e la nostra fiducia verso il nostro sindaco Maria Rosa Redaelli, che apprezziamo e per cui nutriamo vero affetto.
Vogliate seguirci quindi in questa nuova avventura, al di fuori dei nostri antichi confini, e attendere pazientemente, con noi, notizie in merito.
Un abbraccio a tutti.

LiberoLibro Macherio

LA PAROLA AI MACHERIESI – APRILE 2015 – LUIGI BALLABIO

Iniziamo da questo mese un nuovo appuntamento con le parole dei Macheriesi che ci piacerebbe conoscere e far conoscere. Cominciamo quindi da Luigi Ballabio, che vive appieno la nostra comunità macheriese essendo il responsabile della sezione Anpi di Sovico-Macherio.

la parola a..

Lib: Cosa ti piace di Macherio?
Luigi: Di Macherio a me piace la sua storia e i cittadini che ci hanno abitato e che tuttora ci abitano. La Storia, bene o male, la conoscono tutti. Magari alcuni non sanno dei particolari ma certamente, anche grazie a “Il Paese” , sappiamo tutti che una volta c’era il Duca Visconti di Modrone che era il cugino del Re d’Italia e che quella Villa ora è di Berlusconi. Dove ora c’è il Comune, prima c’era l’asilo; dove c’è la Banca popolare di Milano, c’era la mura del parroco, etc..etc..
Conosciamo la storia politica di Macherio sin da quei tempi sino alla Resistenza e delle persone che hanno lottato per liberare il Paese. Da li in poi si può dire che è storia recente arrivare ad oggi, con i vari sindaci, le varie Amministrazioni, il cambiamento degli stabili di Macherio, questi ultimi ancor oggi menzionati nelle discussioni tra macheriesi che per andare a trovare il nome di una persona si cita cortili o parentele.
Di Macherio di oggi faccio un po fatica a trovare una risposta in merito in quanto le ultime opere importanti sono state fatte anni fa e così anche le innovazioni. Ora si tratta solo di mantenerle in buono stato e cercare di migliorarle, ma di nuovo vedo ben poco di così eclatante per parlarne. E’ che adesso mancano pure i fondi per mantenere il tutto e ristrutturarlo. Bisognerebbe aggiornarsi con i tempi moderni, quello sì.

Lib: Qual è, per te, il problema più grande di Macherio in generale?
Luigi: E’ il poco spazio che si dà ai giovani per poter emergere e dare seriamente un contributo alla vita Macheriese. Qui devo tirare un po le orecchie alla “vecchia guardia” che mi sembra voglia tenere per sé questo ruolo senza fare il così detto “passaggio di consegne”. Ciò potrebbe far finire quello che si è creato a Macherio in questi anni in quanto, penso, se i giovani non vengono coinvolti, andranno da un’altra parte o troveranno interessi diversi da quelli di essere Comunità nella Comunità.

Lib: Qual è, per te, un problema serio che andrebbe risolto?
Luigi: La risposta è nella domanda precedente.

Lib: Come ritieni sia la situazione della cultura a Macherio?
Luigi: Qui bisognerebbe valutare molte situazioni diverse. E’ di questi giorni l’articolo apparso sui giornali che ben 18 alunni delle elementari non si iscriveranno alle medie a Macherio e questo deve far riflettere. Non penso sia colpa della Dirigente scolastica o dei Professori, ma penso che il problema sia alla base dello studio. Mi spiego: in questi anni ha preso il sopravvento l’immigrazione di Industrie straniere che arrivano anche dalla Germania o dalla Cina o dalla Russia, anche a livello turistico. Mi sembra palese che queste lingue non vengano trattate da programma per le medie nei nostri Istituti Statali e quindi si vada altrove. Prima si impara queste lingue e prima ci si specializza in merito creandosi un futuro qui in Italia. E’ di poco tempo fa la figura che Renzi ha fatto all’EXPO parlando ai delegati stranieri senza traduttori e per mancanza di cuffie. Per non parlare del suo inglese….Io non lo sò: l’ho studiato 3 anni ma ci ho capito poco o nulla…
L’altra situazione la si riscontra nei bar o per strada. In molti parlano e vivono in realtà di molti anni fa e non vogliono adeguarsi: dicono per scelta di vita ed io gli credo, altrimenti sarebbe una tragedia. Faccio solo l’esempio del telefonino, alcuni non lo hanno altri lo hanno non lo sanno usare…
L’ultima situazione sarebbe chiedere quale è la frequenza di ragazzi o di altre età che ci vanno e che tipo di libri leggono.

Lib: Conosci Libero-Libro Macherio e la sua attività?
Luigi: Sì.

Lib: Sei soddisfatto dell’operato dell’ Amministrazione in carica?
Luigi: Voglio essere sincero e ti dico da subito che questa domanda l’ho lasciata per ultimo di proposito, mi sono fumato anche una sigaretta e ora ti rispondo.
Io di Amministrazioni ne ho viste molte in questi 50 anni di vita e una era a sé, anche se è capitato che la stessa venisse eletta per più mandati. Ognuna aveva i suoi progetti pre-elettorali che poi dopo l’elezione ha o non ha mantenuto. Ci sono state amministrazioni trasparenti, altre meno, di altre addirittura se ne sono conosciuti i danni ad anni di distanza. Di questa che dirti se non farti presente che sia con i suoi pregi o difetti si sta difendendo da se stessa e dall’ opposizione. Da sé stessa perché penso che anche nel suo interno viva ciò che sta vivendo l’Italia in questo periodo: il PD diviso, la maggioranza Renziana, la minoranza con Civati, Bersani, Cuperlo, Fassina….e quindi tenersi stretti in questo momento è davvero difficile. Le Riforme di Renzi che ha impoverito maggiormente i Comuni d’Italia dando mandato ai Sindaci di fare da carabinieri sul pagamento di tasse locali o altro e l’opposizione fa la voce grossa e trova il terreno spianato per attaccare.
Diciamo comunque che la politica del “costo zero” della Redaelli non mi è piaciuta sin dall’inizio. Non vedo come si possa fare opere urbanistiche senza costo alcuno, infatti sia strade che marciapiedi sono conciati male in tutto il territorio. Politicamente parlando, alle ultime elezioni che si sono svolte, avrei introdotto un Referendum cittadino nel quale si chiedeva ai cittadini se preferivano mandare i soldi a Roma o tenerli in Paese per migliorarlo. Visto anche che ci sono dei Milioni di euro bloccati. Avrei preso posizione nei confronti del Governo e non avrei più mandato soldi a Roma sino ad arrivare a pari con i soldi bloccati dei cittadini di Macherio. E poi vediamo come si sarebbe comportato il Governo stesso e contro chi: tutta la cittadinanza??? Macherio sarebbe stato un paese agli arresti domiciliari al massimo, nulla più. Però le opere urbane e la vita a Macherio sarebbe migliorata. Utopia o presa di posizione?
Infine aggiungo solo che quando c’era questo a fare il Sindaco al posto di quello si facevano sempre le pulci e si contavano i pidocchi a vicenda ed è sempre stato così, dai tempi dei tempi a Macherio. Quello che non c’è mai stata è la collaborazione per il bene dei cittadini e del Paese. Chi c’era su faceva il proprio programma senza sentir ragione alcuna e ciò è sbagliato. Magari l’opposizione ha una idea più larga su certi argomenti ma ammettere che ha ragione sembra quasi sia segno di debolezza o di non credibilità. In parole povere: adesso ci sono io e comando io.

Lib: Proponi un progetto a costo zero che possa risolvere un problema di Macherio…
Luigi: Pannelli fotovoltaici e Wi-Fi libera in alcune zone.
I pannelli fotovoltaici si posizionerebbero sopra lo stabile per riscaldare il complesso delle ex scuole medie e il Poliambulatorio e potrebbero fornire energia anche per creare l’illuminazione di Piazza del Lavatoio e zona circostante. Mettendoli in zona Discarica, si potrebbe illuminare il cimitero con un costo zero per i cittadini per le luci tombali e si potrebbero posizionare telecamere come deterrente ai furti di rame. Questo anche nei vari giardini parsi in paese. Lo stesso si potrebbe fare anche per i lampioni stradali: le colonnine dell’ ATM sono autonome da tempo. Penso che sia un bel risparmio energetico per il Comune che avrebbe a disposizione soldi, non spesi, per altre opere urbanistiche. Dovrebbero farlo tutti i Comuni, non solo Macherio.
Un altro problema che si potrebbe risolvere è quello di dare una Mensa a quelli che non ce la fanno economicamente e anche a Macherio ci sono…non dobbiamo chiudere gli occhi. La mensa esiste già, i tavoli pure, il mangiare,(nelle scuole), avanza quotidianamente. Perché non far sedere altre persone a mangiare in quei posti??? A volte, penso io, molte confezioni non vengono neppure aperte. Bisognerebbe trovare volontari che puliscano e gestiscano il tutto e chiedere lo spazio agli istituti.

Lib: Sei soddisfatto dell’operato delle associazioni di Macherio?
Luigi: Qui ritorno alla prima domanda con il discorso del “passaggio di consegne”. Dovrebbe essere più naturale e ci si deve fidare anche delle persone, altrimenti il tutto andrà a finire pian piano e si spegnerà come la luce di una candela consumata… Esempio: Noi come Anpi non abbiamo più partigiani in vita a Macherio però l’Associazione c’è ancora…Gli alpini ora vivranno la stessa cosa: il militare non c’è più e gente che ci va è sempre meno…un domani a Macherio questo Gruppo che farà??? Spero tanto che non venga mai dimenticato e che resti vivo, però bisogna lavorarci da subito.

Lib: Cosa vorresti da Macherio?
Luigi: Più trasparenza e meno sotterfugi carbonari su ogni cosa, solo questo chiedo: si vivrebbe meglio e con più senso di comunità e partecipazione attiva a tutto da parte di tutti.

Un grazie caloroso a Luigi, dunque, per la sua intervista, e.. vi aspettiamo a Maggio, con un nuovo Macheriese! E voi, cittadini Macheriesi: se volete essere intervistati, mandate una richiesta a liberolibro.macherio@libero.it. Vi aspettiamo!

LIBEROLIBRO MACHERIO CONSIGLIA: RAGIONE E SENTIMENTO, J. AUSTEN

Ogni settimana, LiberoLibro Macherio si propone di consigliare, tramite le recensioni dei nostri fidati recensori, un libro in particolare. Questa settimana consigliamo Ragione e sentimento, di Jane Austen; recensione di Gresi Vitale. Buona lettura!

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“È l’amore un capriccio od un sentimento? No, è immortale come la verità incorrotta. Non è un fiore che si sfoglia quando la gioventù cade dal gambo della vita poiché crescerà persino in regioni aride dove non scorre acqua né un raggio di speranza inganna le tenebre.”

Sensibilità e amore. Amore e psiche. L’eterno contrasto. Semplici parole che sembrano stonare fra loro, così opache nella semplicità delle cose, silenziose e luminose che dicono più di quel che tacciano. Ma, sussurrate nel tempo davanti agli occhi del mondo, rispecchiano l’idea dell’amore o del desiderio di un mondo in cui l’uomo è oggetto d’unione alla sua anima: “l’alato Cupido che viene dipinto cieco”, come diceva Shakespeare.
Questa è una breve massima che compone il ciclo della produzione austeniana. Questa è la storia di Ragione e sentimento. Due sorelle che scoprono la natura di questo sentimento dal nulla. Due ragazze romantiche e sognatrici incuranti degli incauti sussulti del cuore che, talmente forti da dare un senso di malessere, sono state trasportate qua e là dalla corrente dell’amore, osservando l’inutilità di un mondo fatto di cose grandi e piccoli di ricchi signori acutamente consapevoli del loro status sociale. Protagoniste di un destino incerto, che li induce a scoprire la natura delle loro opinioni e azioni in contrasto alle massime preferite, descritti in tutta la loro meravigliosa stupidità e trascuratezza, conferendo un ritratto carente della vita che c’è stata. Due fanciulle ingenue e un pò bigotte che, a loro rischio e pericolo, sono scesi a patti con il vuoto morale dei loro tempi. Provando sulla loro pelle l’essenza dell’amore nella pronta immaginazione, nei modi affetti, buoni e garbati, nella più assoluta perfezione. La vita vissuta con troppa calma, con molti aspetti pieni di banalità, arroganza e artificialità. E, a dargli coraggio sul campo di battaglia, a regalargli intelligenza o coscienziosità, a sospingerle verso un lento processo di scoperta verso se stessi e il mondo circostante sono due gentiluomini che hanno già assaporato la brama lussuriosa dell’amore, per quanto bella ma malinconica. Compiacimento e bellezza. Desiderio e fedeltà. Anime inquiete che, accomunate dal senso di fratellanza, dal rispetto e dalla sottomissione nei riguardi del protettore, si sono adattati allo sfarzo e alla mentalità chiusa del tempo. Sono stati promessi sposi di giovani donne cui non hanno mai nutrito alcun sentimento d’amore, hanno avuto bambini, si sono volutamente sottomessi al volere di una madre rigida ed egoista. Non hanno mai avuto scelta. E le ragazze Dashwood sono arrivate troppo tardi, dubbiose se donare una vita di gioie e agi a un guscio ermeticamente vuoto. Al di là del benessere e della burrascosa tempesta della vita che, in un momento, potrebbe frantumarsi contro gli scogli.
A narrarci la loro storia è una tranquilla signora nubile, che ha avuto a disposizione nient’altro che carta e inchiostro. Una giovane autrice che fece di Ragione e sentimento un chiaro tentativo di difendere il senno e il ritegno per se stessa, rappresentandola in una sottilissima vena ironica, incarnata nella giovane Eleonor. Una trentaseienne romantica e sognatrice, per nulla dissimile a quelle ombre che la circondavano, alla luce tremula di una candela, appollaiate sulle sue spalle – fiaccata dalle disuguaglianze sociali e da alcuni dogmi dettati dal cristianesimo.
Il dolce richiamo a una delle più acclamate opere della letteratura inglese, che qualche anno fa mi aveva fatto conoscere una Jane Austen sentimentale, matura e profonda, è stato inconsueto e particolare. Lucido e sentimentale. E, ignorando del tutto il gusto e lo stile di quest’autrice, convenzionale e ingenuo. Speravo di farmi cullare da una bella storia d’amore e che, intessendo una trama realistica basata esclusivamente su esperienze amorose che avrei potuto vivere in prima persona, ho ascoltato Ragione e sentimento con un po’ di freddezza e distacco. Mi aspettavo di trovare, in qualunque sguardo, gesto o imperfezione, qualcosa che riempisse il mio cuore di una dolcezza triste. Il romanzo della Austen, tuttavia, non si è dimostrato come il poema armonioso, sentimentale o seducente che, io, avrei potuto avvertire immensamente. Con la sua travagliata storia di religione, desideri e lealtà, semplice e puro come l’etere. Piuttosto come un moto lento e poco rassicurante dell’anima, involontario e silenzioso che, componendo una melodia dolce e piacevole, avrebbe potuto rendermi prigioniera delle stesse colpe delle sorelle Dashwood. Zeppo di dialoghi e scevro di descrizioni di qualunque natura, nonostante gli sforzi dell’autrice, l’intimità condivisa col lettore è poverissima: c’è sentimentalismo, ma non sorretto da uno stile lirico e romantico.
E’ tuttavia un opera che non nasconde un certo fascino, in cui ho trovato nozioni e concetti concerni al secolo. La Austen è indubbiamente una poetessa romantica, affascinante, acuta nella meditazione e nella forte emotività. Scevra di passione, fremiti di autoaffermazione dell’anima, rabbia o follia. La sua voce arriva dritto nei cuori di chi legge e, pronunciando quelle giuste parole capaci d’infondere vita persino alle cose inanimate, esamina i burattini di questo teatro allestito dalle sue parole. Narrando la vita di Eleonor e Marianne quasi come fosse sua. Sciatta, imprecisa, imperfetta destinata a divenire massima di vita, d’istinto e carne. Padrona del mondo, conseguenza dello spirito a spegnersi come una candela.
Una constatazione triste e amara, quando si giunge alla fine di Ragione e sentimento, nonché disincanto del romanzo in se. Le avventure amorose delle sorelle Dashwood sono state ideate con l’intento di osservare i loro movimenti, porre dei limiti con una certa serietà in cui la Austen, nell’evidenziarli, diviene alata e inavvicinabile. Raccontate non in prima persona, ma costruite giorno dopo giorno con eventi che caratterizzano la vita di chiunque.
Ragione e sentimento è un romanzo che non va dritto al cuore ma al cervello, che trascina più razionalmente che emotivamente. Rileggerlo mi ha lasciata un po’ insoddisfatta. Desiderosa di poter assistere a qualcosa di più forte: assistere alla nascita di un amore meraviglioso, trascendentale e folle che impallidisce persino dinanzi al bagliore bruciante del sole nel limpido cielo.

“LA PAROLA A..I GIOVANI” – LE PAROLE DEI NOSTRI GIOVANI – MARZO 2015

Ecco le risposte, dei giovani contattati, alle nostre domande, per un nuovo appuntamento mensile che ci vedrà intervistare, ogni volta, tre diversi ragazzi.

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Caterina, 19, Podenzano

Lib: Cos’è, per te, l’Italia?

Caterina: L’Italia è il mio secondo paese, ma è come fosse il primo,
perché è talmente ricco di bei ricordi che ti rendono impossibile
dimenticare il posto. Non ho visto tutta l’Italia, ma posso
dire che, ovunque andassi, sarebbe la mia casa.

Lib: Cosa vorresti fare da grande?

Caterina: Su cosa voglio fare da grande sono abbastanza indecisa.
Da una parte, il mio percorso di studi mi permette di trovare
lavoro presso scuole materne e simili (cosa molto bella, perché
amo stare coi bambini). Dall’altra parte mi piacerebbe diventare
un’illustratrice o, comunque, lavorare in campo artistico.

Lib: Dacci la tua ricetta per salvare la cultura italiana!

Caterina: Magari, parlo da studente, parlare della storia italiana nelle scuole. Poi, dare più possibilità ai giovani italiani, in qualsiasi campo, ma soprattutto lavorativo, perché oggi si vedono giovani che lasciano il paese per cercare lavoro all’estero. Lo so che c’è la crisi, ma ci sono anche parecchi stranieri Non per fare un discorso leghista, ma se siamo in Italia, penso che la precedenza in tutto, l’abbiano gli italiani. Altrimenti poi si riempie di stranieri e la cultura italiana  potrebbe svanire…

Daniela, 28, Auckland

Lib: Cos’è, per te, l’Italia?

Daniela: Per me l’Italia è il mio paese d’adozione.
Ho sempre amato il fatto che fosse una delle cose
che amo di più: letteratura, cultura, bellezza.
Tuttavia, ho dovuto lasciare l’Italia perché, una volta
laureata, non ha saputo offrirmi ciò di cui avevo bisogno
per costruirmi una vita felice: lavoro, stabilità economica,
sicurezza emotiva. L’Italia sta perdendo pezzo dopo pezzo tutto
ciò che l’ha resa splendida agli occhi del mondo. Con dispiacere
ho visto l’Italia cambiare, la mentalità dei propri abitanti
chiudersi su se stessi fino ad aver paura della propria ombra.
Un vero peccato!

Lib: Cosa vorresti fare da grande?

Daniela: ancora non lo so,
penso che ogni possibilità vada colta. So, invece,
per certo come vorrei essere da grande: maledettamente felice,
come diceva Linus Van Pelt.

Lib: Dacci la tua ricetta per salvare la cultura italiana!

Daniela: l’unico modo per salvare la cultura italiana è non dimenticarsi di averla. Tutto qui.

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Sara, 24, Bovegno

Lib: Cos’è, per te, l’Italia?

Sara: beh, l’ Italia rimane pur sempre
il mio paese, nonostante i vari problemi che si presentano
ogni giorno in ambito politico e, di riflesso, sull’ ambiente
lavorativo. Mi piace l’ Italia.

Lib: Cosa vorresti fare da grande?

Sara: Io ora lavoro nel campo dell’ edilizia, ma il mio sogno
rimane lavorare con gli animali. Vorrei frequentare un corso
e diventare educatrice cinofila.

Lib: Dacci la tua ricetta per salvare la cultura italiana!

Sara: penso che si debba partire dalle piccole cose.
Partendo dalla televisione, che praticamente trasmette
solo spazzatura. Si dovrebbero spingere i bambini ad informarsi,
a leggere, a pensare fin da piccoli, invece di porgergli pensieri
già confezionati.

Un grazie a tutti i ragazzi che si sono prestati all’intervista.

Dal prossimo mese vorremmo, stante il nostro ”nomadismo” rispetto all’usuale sede di Macherio – di cui non diamo ora spiegazioni, ma magari in futuro – dare la parola proprio ai Macheriesi stessi, con domande più articolate e locali. Speriamo di riuscirci!

A presto

LiberoLibro Macherio