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LIBEROLIBRO CONSIGLIA: Susan a faccia in giù nella neve, C.O’CONNELL

Ogni settimana, LiberoLibro si propone di consigliare, tramite le recensioni dei nostri fidati recensori, un libro in particolare. Questa settimana consigliamo Susan a faccia in giù nella neve, di O’Connell Carol; recensione di Caterina Armentano. Buona lettura!

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Alla vigilia di Natale, a Makers Village, una cittadina nello stato di New York, due bambine di dieci anni vengono rapite. L’unica traccia è la bicicletta di una di loro, ritrovata abbandonata alla fermata dell’autobus.
Il poliziotto incaricato delle indagini, Rouge, ha un motivo in più per cercare di ritrovare le bambine: 15 anni prima, la sua gemella, allora bambina, fu rapita e uccisa. E’ vero che un uomo, un prete, è stato condannato per quell’omicidio, ma si è sempre proclamato innocente. E ora che le modalità del rapimento sembrano ricalcare quelle di 15 anni prima, Rouge spera che questa volta riuscirà ad arrivare in tempo per salvare la vita alle bambine scomparse. Con l’aiuto di Aly Cray, una criminologa dal volto sfigurato, Rouge tenta di far parlare l’unico che forse ha visto qualcosa, un ragazzino introverso che frequenta una scuola speciale vicino al luogo della sparizione.

Il passato ritorna e lo fa nel modo più atroce. Gli errori degli adulti ricadono sui bambini perché l’orco cattivo non è stato catturato e punito, questi ritornerà e lo farà per il medesimo motivo: violare la loro innocenza.
Due bambine vengono rapite, Rouge, il poliziotto che si occupa del caso, si rende conto che ci sono delle affinità con il rapimento avvenuto quindici anni prima in cui a morire fu sua sorella. La domanda sorge spontanea: Il colpevole è davvero chi sta in prigione?
Giustizia è stata fatta o l’ombra del male e della pedofilia si stendono ancora su una piccola cittadina newyorkese?
Una giovane criminologa, Aly, si occupa di tracciare il profilo psicologico del mostro. Lei dal volto sfigurato nasconde un passato atroce. Deve risolvere il caso a tutti i costi altrimenti la sua vita non potrà scorrere tranquillamente, lei che la pace sembra non averla mai conosciuta.
La pedofilia: un tema scottante. La O’Connell utilizza un linguaggio semplice, senza mai cadere nell’ossessività. Il tema viene districato, non solo attraverso le indagini, ma soprattutto dall’ottica delle bambine rapite. Il loro stare insieme, abbracciate, in cerca di amore e calore da l’illusione che tutto terminerà nel migliore dei modi. Inganna gli adulti, un balsamo per lenire il senso di colpa.
Le indagini a rilento, fanno dubitare di tutti. I fantasmi del passato creano ombre, confondendo il lettore:cos’è il bene, cos’è il male?
Un romanzo dalla scrittura fluida, dinamica, plastica, che si incastra sottoforma di piccoli puzzle. Un finale sconvolgente che oso definire più paranormal che thriller.
È proprio il finale a far riflettere e farci temere alcune verità.

Non ho apprezzato il titolo: Susan a faccia in giù nella neve, di certo è a effetto, ma avrei preferito che la casa editrice si fosse attenuta di più all’originale: Judas child. Non capisco perché nella traduzione italiana si perda molto del significato originario.
Carol O’Connell sa il fatto suo, la sua scrittura trascina, i suoi personaggi sono reali, “corposi” e il giochetto di spiazzare il lettore sul finale è da brividi!

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LIBEROLIBRO CONSIGLIA: L’OSPITE DI DRACULA, B. STOKER

Ogni settimana, LiberoLibro si propone di consigliare, tramite le recensioni dei nostri fidati recensori, un libro in particolare. Questa settimana consigliamo L’ospite di Dracula, di Bram Stoker; recensione di Caterina Armentano. Buona lettura!

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Definiti da Steven King “assolutamente magnifici” i quattro racconti di Bram Stoker sono una pietra miliare della narrativa gotica horror mondiale. Con questa raccolta Stoker riconferma il suo talento e la straordinaria capacità di destreggiarsi in trame dal forte impatto emotivo, dove non solo si vanno a scavare le paure più nascoste, insite nell’animo umano, ma la Natura diventa alleata del “male”.
Ne’ “L’ospite di Dracula” l’angoscia, il tormento del protagonista vanno di pari passo ai cambiamenti atmosferici e al rapporto uomo-natura. La superstizione e le credenze religiose vanno a braccetto, insieme agli usi e costumi degli inglesi e dei tedeschi. Racconti brevi che racchiudono un mondo e che rappresentano in maniera minuziosa quella che poi sarà il grande capolavoro di  Dracula. 
I racconti di Bram Stoker sono tra i più interessanti e ineguagliabili che un appassionato del genere horror-gotico possa avere la possibilità di leggere. C’è tensione e la trama è tessuta con un filo psico-horror da far accapponare la pelle. Stoker non racconta di fatti fuori dall’ordinario ma, trasforma le paure più comuni: come un gatto diabolico, la possibilità di essere rapinati, di  vivere in una casa maledetta, in realtà.

I racconti che ho letto sono quattro: L’ospite di Dracula, il primo (Il mio preferito). Capitolo introduttivo di Dracula-romanzo, una volta eliminato dalla pubblicazione, (non per volere dell’autore) Stoker non seppe più cosa farne. Sarà pubblicato solo in edizioni straordinarie.
Una storia allucinante:  Jonathan Harker, giovane assistente legale, personaggio perno in Dracula, in questo racconto  si ferma in Bulgaria per soggiornare alla locanda “Quattro stagioni” e decide di fare una corsa in carrozza ma, il locandiere lo avvisa di rientrare presto  perché è la sera del “Walpurgis Nacht” ma, l’uomo da buon inglese testardo fa di testa sua e va a mettere il naso dove non dovrebbe, facendosi lasciare dal cocchiere in una strada che conduce a un villaggio abbandonato. Qui si entra nel vivo della storia: la Natura cambia, si trasforma, diventa nemica e lascia che le ombre filtrino attraverso il terreno e prendano forma. I nostri peggiori incubi si materializzano, ciò che di più inumano e abominevole appare e scompare come un gioco di luce. Un racconto che ci tiene con il cuore in gola, che ci fa chiedere quale sia il confine tra realtà e fantasia ma, soprattutto ci pone dinanzi alla morte, una dipartita surreale che quando si riesce a evitare non ci lascia con un sospiro di sollievo ma pieni di dubbi e di paure.

Il secondo racconto è  La Squaw. Una coppia appena sposata, in viaggio di nozze, incontra un gentiluomo inglese che si aggrega ai due durante il viaggio. Accade che durante una passeggiata l’uomo, non volendo, uccide il cucciolo di un gatto. Anche se rammaricato, il gentiluomo esalta con  ironia l’accaduto, ridendo soprattutto dell’atteggiamento della bestia che mostra un vero e proprio cambiamento: i suoi occhi sono carichi di odio, cerca vendetta.
Devo dire che il gatto che insegue l’inglese fa davvero impressione. Da sempre i felini sono considerati animali dalle doti magiche e malefiche e questo racconto racchiude tutta l’essenza di tali credenze. La gatta, non solo decide di vendicarsi, ci riesce e anche in maniera raccapricciante!

Il terzo racconto è  Il funerale dei topi, dal taglio “cinematografico”, in cui le scene sono  allucinanti e dal ritmo incalzante. Il protagonista, girando per le strade di Parigi, finisce nei sobborghi della città, scontrandosi con gli “straccivendoli”. Un affresco minuzioso delle loro condizioni di vita, e del rapporto che vivono con gli stranieri. Il protagonista si attarda a discutere con due di loro e presto cala la sera, solo allora si rende conto che è circondato da altri “straccivendoli” e che per avere salva la vita dovrà correre e lottare, non solo contro l’uomo ma anche contro la Natura e contro i topi, i veri padroni del sobborgo… Una fuga adrenalinica fatta di tentativi esasperati di avere salva la vita.

L’ultimo racconto è La casa del giudice in cui il protagonista, laureando in matematica, per poter terminare la tesi si rifugia su un’isola, in una casa abbandonata. Nessuno vuole acquistarla o affittarla in quanto considerata maledetta. In passato vi aveva vissuto un giudice spietato, che aveva fatto impiccare tanti poveri malcapitati. Il ragazzo, scienziato votato alla logica, vi si stabilisce, ben presto scopre che il ritratto del giudice ha occhi che brillano di una luce spettrale e rumori, suoni invadono il luogo.
In questo racconto ci sono tutti gli elementi dell’horror classico: la casa abbandonata, la maledizione, il quadro malefico, il male che ritorna.

Posso dire che tutti i racconti hanno molti elementi in comune: sono scritti in prima persona (tranne l’ultimo) e questo rassicura il lettore sull’incolumità del protagonista, almeno per quella fisica. In più l’ambientazione è dettagliata e per nulla noiosa. Si viene trascinati con facilità a Parigi, Francoforte, Monaco, Benchurch, calati in un periodo storico che spinge dalle pagine per darci la possibilità di un salto temporale non solo spaziale ma qualitativo, perché Stoker racconta spezzoni di storia che hanno fatto la Storia. Racconti “colti”, in cui la Natura ogni volta muta e cambia e dove i dettagli sono importanti. Una scrittura fluida, moderna e “visionaria”, colma di percezioni e di immagini ( non sempre allegre ma ad effetto!).
Un’ottima lettura che consiglio agli amanti del genere e a chi vorrà avvicinarsi all’horror leggendo piccole perle pregiate. 

LIBEROLIBRO CONSIGLIA: IL FU MATTIA PASCAL, L. PIRANDELLO

Ogni settimana, LiberoLibro si propone di consigliare, tramite le recensioni dei nostri fidati recensori, un libro in particolare. Questa settimana consigliamo Il Fu Mattia Pascal, di Luigi Pirandello; recensione di Caterina Armentano. Buona lettura!

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Il romanzo è scritto in prima persona: è lo stesso Mattia a raccontare la sua avventura quando questa è terminata. È una sorta di raccolta di lettere postume, scritte in ordine di urgenza, seguendo il flusso interiore del protagonista, più che lo spazio temporale. I personaggi sono molti, ben delineati e capita che dalla storia principale si intersecano e prendono vita altre storie.  Quando il corpo senza vita di un uomo viene trovato e scambiato con quello di Mattia, quest’ultimo muore come persona e nasce come personaggio. L’uomo va alla ricerca di una nuova identità, viaggia, cerca nuove emozioni, nuove avventure ma non è disposto a mentire, nonostante si sia creato una “realtà alternativa” nella sua mente, falsi ricordi per rendere la sua vita credibile. Mattia è un anti – eroe. Non aspettatevi un uomo risoluto e determinato. È un uomo confuso, che si interroga sulla vita e sulle sue scelte, incapace di fare il “salto di qualità”. Si sente persino in colpa per quell’estraneo che giace in una tomba che porta scolpito il suo nome. È un uomo, Mattia, che con quell’occhio strabico, che non lo rende certo bello e affascinante, ha una visione diversa della vita. Quell’occhio va “per i fatti suoi”, in cerca di una rotta che non sia quella dettata dalla società, dalle convenzioni, dalle ipocrisie.
Il tema centrale è l’identità: chi è Mattia? Esiste ancora anche quando diventa Adriano Meis? È in vita nonostante la fittizia morte o è un morto – in vita? Ma la tematica si espande e fluisce anche verso altro: dove termina la verità e inizia la finzione? La relatività del giudizio umano, l’impossibilità di pervenire a una verità univoca?.
Mattia implode ed esplode durante il suo percorso esistenziale, peccato che non riesca a riscattarsi come fanno gli eroi e i temerari ma, il bello di questo romanzo è proprio questo, la genuinità, la realtà dei fatti. Le motivazioni che spingono Mattia ad andarsene dal suo paese, a scappare dalla sua famiglia e tutto ciò che lo spinge al ritorno è plausibile, persino banale direi perché appartiene al quotidiano, è di facile immedesimazione.
Consiglio vivissimamente di leggerlo e, per chi si avventura nella lettura di Pirandello per la prima volta, sarebbe più congeniale farlo con questo romanzo dove la tematica filosofica viene trattata con più “leggerezza”, meno schematica di “Uno, Nessuno e Centomila” e in più il romanzo non ha tracce di elementi del Naturalismo o del Verismo, come i primi due (L’esclusa, Il Turno). Eh! Ultima cosa: nel romanzo sono sparsi (non a casaccio, per carità!) degli elementi molto importanti ( come l’occhio strabico di Mattia, le sedute spiritiche, il desiderio di adottare un cane!) che nascondono significati molto più profondi… a voi la caccia…