LIBEROLIBRO CONSIGLIA: COSMOPOLIS, D. DE LILLO

Ogni settimana, LiberoLibro si propone di consigliare, tramite le recensioni dei nostri fidati recensori, un libro in particolare. Questa settimana consigliamo Cosmopolis, di Don De Lillo; recensione di Massimo Colonna. Buona lettura!

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Molto visionario. Attraverso la complicatissima e concretissima vita di un miliardario, DeLillo ci manda il messaggio opposto. Non contano le tecnologie, la perfezione. La vita è anche l’immagine che vediamo di noi su una vetrina mentre passiamo.

“Non aveva un amico tanto intimo da sopportare il tormento di una telefonata. Cosa dirgli? Era una questione di silenzi, non di parole”.

“Stai guardando un quadro alla parete. Tutto qui. Ma ti fa sentire vivo, nel mondo. Ti dice sì, tu ci sei. E sì, la tua sfera di esistenza è più ampia e piacevole di quanto immagini”.

Il protagonista è inghiottito in un mondo tutto suo, fatto di analisi di mercato, di azioni, di quotazioni, di yen e di dollari. Il tutto da controllare spasmodicamente dall’interno della sua limousine. Mentre fuori succede di tutto. Per le strade la gente protesta e si uccide per un mondo che non va.
Visionaria anche questa immagine: lui controlla tutto dall’interno della sua auto blindata, fuori invece si scatena il caos tra la povera gente. Un quadro famigliare, no?
Mentre attraversa la città per andarsi a tagliare i capelli, il protagonista piomba in un turbine di pensieri e situazioni, cucite perfettamente sulla società contemporanea. Anzi, il messaggio visionario qui è quasi premonitore, perché va oltre la contemporaneità. Guarda oltre. Agli anni che verranno.
La vita non è la perfezione tecnologica. E’ tutte quelle cose che assomigliano a quando passiamo accanto ad una vetrina e guardiamo la nostra immagine riflessa. Quel piccolo stupore che ci prende quando ci vediamo di sfuggita. E’ questo il messaggio visionario.

“Tante cose ormai andate, ecco chi era, il gusto perduto del latte succhiato dal seno materno, la roba che espelle quando starnutisce, questo è lui, e il modo in cui una persona si trasforma nel riflesso che vede passando accanto a una vetrina polverosa”.

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