LIBEROLIBRO MACHERIO CONSIGLIA: SE TI ABBRACCIO NON AVER PAURA, F.ERVAS

Ogni settimana, LiberoLibro Macherio si propone di consigliare, tramite le recensioni dei nostri fidati recensori, un libro in particolare. Questa settimana consigliamo Se ti abbraccio non aver paura, di Fulvio Ervas; recensione di Elisa Barchetta. Buona lettura!

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“Se ti abbraccio non aver paura” è una frase che i genitori di Andrea hanno fatto scrivere su alcune magliette del figlio, tutte dai colori molto accesi. Sì perché Andrea ha questa sorta di “abitudine” che lo porta ad abbracciare qualunque persona entri nella sua orbita e non tutti si aspettano un gesto simile così all’improvviso. Perciò le sue magliette sono una specie di avvertimento. Perché la vita di Andrea è fatta di gesti impulsivi, di ordine, di gesti ripetitivi…ma anche di confusione mentale e di isolamento in un mondo tutto suo. Sì, perché ad Andrea all’età di tre anni è stato diagnosticato l’autismo. Da allora i suoi genitori non si sono arresi, non lo hanno fatto di fronte a specialisti che spiegavano loro le cause genetiche della malattia, che la vita è imperfetta e che vivere con una persona nelle condizioni di Andrea è come vivere sotto una tirannia. Le provano tutte, dalla medicina tradizionale a quella specialistica, fino a rimedi meno convenzionali ma nulla sembra poter cambiare lo stato del loro figlio maggiore, con tutto il carico emotivo, di rabbia e angoscia che una situazione simile può portare con sé.
Con molta pazienza e tanto amore insegnano ad Andrea a esprimersi utilizzando il computer come mezzo di comunicazione, attività che inizialmente avviene solo in presenza della madre. Ma Andrea comunica il suo sentire, la sua confusione e la paura di non essere compreso – anche dai suoi genitori – la sua difficoltà a eseguire troppe richieste, a parlare e a controllare il suo corpo nonostante l’impegno; la sua disperazione e ansia per la condizione in cui si trova; il suo essere “un uomo imprigionato nei pensieri di libertà” e la volontà di guarire. Ed è con questo carico di pensieri ed emotivo che, con l’avvicinarsi dell’estate e al momento di decidere la meta per le vacanze, Franco – il padre di Andrea – decide, con coraggio e tanto amore, di rispondere a un urlo di suo figlio che sembra quasi una richiesta di libertà. Da questa volontà nasce l’idea di un viaggio attraverso il continente americano, senza alcuna tappa pianificata, ma lasciandosi guidare da Andrea e dall’imprevisto…perché per Andrea “le ore di ogni singolo giorno sono sempre un imprevisto”.
Nel loro viaggio in libertà alla scoperta dell’America, Franco e Andrea incontrano persone di qualunque tipo; alcune in grado di “sentire” davvero la loro storia e le loro emozioni, altre più diffidenti. Molte regalano loro frammenti di vita fondamentali per vivere la loro condizione in modo diverso e, forse, comprenderla in modo più profondo rispetto alle visioni fornite dalla medicina. Andrea è un ragazzo davvero speciale perché ha una capacità di sentire e di percepire il mondo che lo circonda in modo molto più intenso rispetto a chiunque altro. Abbraccia, bacia e tocca la pancia alle persone che incontra, stabilisce un contatto e resta in ascolto. E’ il suo modo di presentarsi alle persone per conoscerle e allo stesso tempo tranquillizzare se stesso, per non agitarsi e controllare la confusione che sente nella sua testa. Nei suoi occhi “corrono nuvole”, non guarda mai nessuno a lungo ma dà solo qualche furtiva sbirciata e anche se non usa le parole, sa trasmettere emozioni molto forti con semplici gesti e i suoi sorrisi. Andrea è un modo di colori, di cromie tutte sue, che sono le parole con cui si esprime. Per Andrea questo viaggio è la scoperta delle infinite possibilità di comunicare con chi sa davvero ascoltare e un avvicinarsi emotivamente a suo padre, al punto di riuscire a comunicare con lui tramite computer anche senza la presenza della madre, di vegliarlo quando sta male e di trasmettere i suoi stati d’animo anche solo con uno sguardo.
Per Franco diventa invece un’esperienza che tocca l’anima, che permette di comprendere davvero come l’autismo non sia solo fatto di gesti ripetitivi, di comportamenti particolari, di confusione mentale; no, è qualcosa di più profondo che sa regalare nuovi modi di guardare e vivere. Franco si troverà ad affrontare le sue paure e preoccupazioni di padre, trovandosi in situazioni che prima aveva solo ipotizzato per suo figlio, ma facendosi toccare profondamente anche da situazioni che lo porranno di fronte a nuove domande e nuovi dubbi…nonostante ciò lascerà anche che gli eventi permettano a suo figlio di vivere esperienze mai provate, convinto che ciò possa imprimere in Andrea qualcosa che niente e nessuno potrà mai togliergli.
L’autore, Fulvio Ervas, racconta con molta naturalezza, partecipazione, intensità e anche molta ironia la storia vera di Franco e Andrea e la loro avventura on the road alla scoperta dell’America e di se stessi in un romanzo che è ha un sapore agrodolce per le domande che solleva e le forti emozioni che suscita.

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