LIBEROLIBRO MACHERIO CONSIGLIA: L’arte di correre, H. Murakami

Ogni settimana, LiberoLibro Macherio si propone di consigliare, tramite le recensioni dei nostri fidati recensori, un libro in particolare. Iniziamo questo appuntamento settimanale con la recensione di L’arte di correre, di Haruki Murakami a cura di Martina Volonté. Buona lettura!

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“L’arte di correre” è un’autobiografia dello scrittore giapponese Murakami, vincitore di numerosi premi letterari, ma conosciuto soprattutto per la sua opera “Kafka sulla spiaggia”.

In questo libro l’autore crea un connubio tra le sue due grandi passioni: la corsa e la scrittura. Due attività che sembrano agli antipodi, possono in realtà essere complementari, fino al punto che una non può esistere senza l’altra.

Murakami insegna a non arrendersi di fronte alle difficoltà, cosa che può sembrare noiosa e superficiale, ma scommetto che vi ritroverete pienamente nelle sue parole.

“Scrivere un libro è un po’ come correre una maratona, la motivazione in sostanza è della stessa natura: uno stimolo interiore silenzioso e preciso, che non cerca conferma in un giudizio esterno.”

Il corpo e la mente, seppur divisi e totalmente differenti, necessitano delle stesse motivazioni; uno non può continuare senza l’altro. Le rigide regole imposte dalle maratone aiutano lo scrittore nella sua vita da artista, impedendogli di buttare all’aria il suo talento, aiutandolo nell’organizzazione del lavoro e delle idee.

Interessante leggere di tutti i retroscena della vita di un grande personaggio, uno scrittore che, secondo me, si può definire il Baricco orientale. Non aspettatevi di leggere una noiosa biografia o una dispensa su come si corre. Lo stile di Murakami è unico nel suo genere: ironico, pieno, vitale, mai noioso e mai troppo prolifero. Farà venir voglia di comprare delle scarpe da corsa anche ai più pigri.

Poche pagine che non rimpiangerete di aver letto, una lettura (quasi) obbligatoria per ogni scrittore, perché insegna che non sempre ci si deve dannare l’anima per essere bravi.

Da sportiva mi sono totalmente ritrovata nelle sue parole: nella sensazione di stare per mollare tutto, dell’incessante pensiero di smettere, dell’orgoglio che si prova quando alla fine prevale la volontà.

La parte che più ho preferito nel libro è quella sull’ultra-maratona del lago Saroma, nell’Hokkaidō, una corsa di ben cento chilometri! Qui il fisico dello scrittore viene veramente messo alla prova.

“Non sono una persona. Sono una pura e semplice macchina. E visto che sono una macchina, non ho bisogno di sentire proprio nulla. Devo solo andare avanti.”

Maniacale, metodico, ma anche creativo e spiritoso, ecco Murakami. Un’artista che si discosta totalmente dalla figura dello scrittore maledetto.

(Haruki Murakami, L’arte di correre, Einaudi, 2007, pp. 157, 11 euro circa)

 

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