DUE PAROLE CON.. – L’INTERVISTA A TRE DI FEBBRAIO, IN ATTESA DELL’EVENTO DI MERCOLEDI’ 4

Nell’attesa del grande evento di cui saranno protagonisti, abbiamo contattato Gianpio Cirlo, autore di “Gabbie”, Livio Gambarini, autore di “Le colpe dei padri” e Dario Lessa, autore di “Diciassette attimi di eterno”, che presenteremo  il 4 febbraio, in Biblioteca Civica, nella nostra Macherio.

4 febbraio: quarta Serata Letteraria. Con Dario Lessa, Gianpio Cirlo e Livio Gambarini

Lib: Allora? Pronti per l’evento?

Dario: E’ la seconda volta che intervengo alla vostra associazione. Mi piace tantissimo quello che fate, e venirvi a trovare è un immenso piacere. Sarà una serata interessante, sicuramente interessante

Gianpio: No… Non sono mai pronto per nulla, tantomeno per gli eventi. Soprattutto per questi ultimi si corre spesso il rischio di attenderli per lungo tempo e di ritrovarli poi completamente diversi da come ce li si era immaginati nell’attesa. A volte ci stupiscono in senso positivo, altre in modo negativo, ma quasi sempre sono in qualche modo una sorpresa. Quindi credo non serva prepararli in ogni minimo dettaglio, ma limitarsi allo stretto necessario e poi viverli per quello che saranno realmente. Qualche volta questa scelta può anche far pentire perché l’evento può cogliere impreparati, ma è il fascino della diretta.

Livio: Non vedo l’ora!

Lib: Secondo voi, perché la gente seguirà l’evento?

Dario: Il mio libro è diviso in diciassette racconti brevi, ideale per chi non ha voglia di impegnarsi con un romanzo o per chi vuole intervallare una lettura con queste pillole agrodolci.

Gianpio: Perché ama la letteratura. Perché vuole passare una serata diversa. Per curiosità. Forse perché ha finito di leggere tutti i libri dei propri autori preferiti e non avendo nulla da sfogliare prima di andare a dormire, decide di andare a una presentazione di libri con la speranza di scoprire una lettura piacevole che potrà accompagnarlo per qualche altra settimana. Un evento letterario è completamente diverso da un evento musicale o sportivo, dove si va per divertirsi, per emozionarsi nel momento stesso in cui si assiste. Il libro è un’esperienza privata, qualcosa in cui ci si immerge soli, spesso a fine giornata, quando si ha ancora voglia di vivere ancora qualcosa prima di abbandonarsi al sonno per poi ricominciare dal mattino con la propria giornata. La presentazione è solo un assaggio di tutto questo, la gente che seguirà l’evento lo farà per scoprire se lì c’è qualcosa che fa al caso loro, per ascoltare e guardare in faccia uno scrittore sconosciuto e valutare se valga la pena utilizzare il proprio tempo per conoscerlo meglio, finito l’evento, a casa propria.

Livio: Perché esistono moltissimi romanzi storici ambientati nel medioevo, e diversi sono abbastanza precisi e scorrevoli da piacere anche ai lettori esigenti, ma purtroppo nessuno di questi ha la Lombardia per teatro. E se da un lato è comprensibile, vista la mole di ricerche che questo romanzo mi ha richiesto, dall’altro è un vero peccato: quanto ad avvenimenti interessanti, tra intrighi e battaglie, eresia e stregoneria, roghi e guerre di fazione, non abbiamo proprio nulla da invidiare all’Inghilterra o alla corte di Francia. Anzi!

Lib: Cosa potete dirci di più su di voi?

Dario: Dario Lessa, sognatore e pellegrino d’oriente. Insegno, scrivo e faccio cose. Sono impegnato con un romanzo in lavorazione, conduco una trasmissione tv, sto realizzanto una rappresentazione teatrale e, per rimanere in tema, ho appena aperto, con mia moglie, una libreria a Monza

Gianpio: Che non sono uno scrittore e il mio lavoro non ha nulla a che fare con la scrittura. Sono un chimico, un chimico a cui piace molto leggere e che ha scritto un paio di libri. Il mio lavoro ruba, come per tutti i fortunati che ne hanno uno, quasi tutto il tempo delle mie giornate. Il tempo libero lo passo con i pochi amici che mi porto dietro dall’infanzia e con mia moglie, che ad Aprile mi regalerà un figlio… Mi piacerebbe scrivere qualcosa per lui, un giorno, sempre ammesso che riuscirò a trovare il tempo per farlo ancora, dopo il suo arrivo. Ho un’altra grande passione oltre la letteratura, che è la musica. Ho studiato canto ed ho militato in diversi complessi in passato, ora canto in un gruppo swing/blues, i Suburbio, un quartetto cantautorale di buon livello, direi professionistico, ma nemmeno quello posso definirlo un lavoro, purtroppo. Ho una voce roca, alla Tom Waits, per intenderci, il che collega la passione per la musica a quella per la scrittura, perché una volta qualcuno ha detto che “questo libro graffia come se fosse letto da Tom Waits”, ed è una definizione che mi piace molto.

Livio: Ventisettenne, moderatore di un forum per aspiranti scrittori, tutor di un corso universitario di scrittura creativa, amante di medioevo, alpinismo, arti marziali e giochi di ruolo. ll mio motto personale è: “Tutto è metafora di ogni cosa.” Leggo di tutto ma sono esigentissimo. Quando si parla di romanzi storici, sono convinto che due libri ricchi di documentazione non ne valgano uno scorrevole, e che un libro insieme documentato e scorrevole ne valga dieci e più.

Lib: Ci potete ingolosire sugli argomenti che tratteremo?

Dario: Diciassette racconti che hanno, come filo conduttore, diciassette personaggi che dividono e condividono quel senso di disagio del “vivere”.

Gianpio: Posso parlarvi del libro che presenterò, Gabbie, che si dipana in 25 racconti piuttosto diversi l’uno dall’altro. Differenti nello stile di scrittura. Differenti nell’ambientazione. Differenti soprattutto nell’atmosfera in cui immergono il lettore. Quello che li accomuna tutti, da cui appunto il titolo della raccolta, è la gabbia in cui i protagonisti sembrano essersi rinchiusi. I personaggi di questi racconti sono quasi sempre uomini all’ultima spiaggia, uomini sull’orlo del baratro che cercano di dare un senso alla propria esistenza. Lo fanno con forza, violentemente, come se fosse l’ultima azione che debbano compiere in vita, cosa che spesso accade. Le gabbie rappresentano le esistenze cui sono costretti i protagonisti. Gabbie che si sono costruiti da soli e da cui non possono o non vogliono uscire. In questo libro le singole caratteristiche dei personaggi sono talmente evidenziate ed estremizzate da raffigurare una vera e propria cella. Possono essere rappresentate dai più classici vizi come il fumo o l’alcool, ma anche da disturbi come l’insonnia, di cui il protagonista non è colpevole, ma cui dà tanta importanza da farla diventare una prigione da cui non uscirà mai più. Poi ci sono le gabbie più classiche, rappresentate dai sentimenti: l’amore, l’odio, la vendetta, la passione sessuale, la disperazione, cose che nel bene e nel male sono presenti nelle esistenze di ogni persona, ma che qui vengono ingrandite al punto di sembrare surreali. Poi alcune storie lo sono davvero, surreali. Altre lo sembrano solamente. Altre ancora sono invece fin troppo tangibili. Ogni racconto, che sia in prima o in terza persona, guida il lettore attraverso il modo di vedere e di pensare del protagonista, lo scopo è quello di far entrare chi legge in empatia con il personaggio che vive il racconto, in modo che il lettore al termine possa appoggiare il libro e tirare un sospiro di sollievo per essere tornato alla realtà. Già, perché in questo libro sono scritte cose che nessuno vorrebbe vivere e conoscere personalmente, ma che a molti piace leggere.

Livio: Stile immersivo, personaggi realmente esistiti, trama che mostra alcuni dei momenti più oscuri del nostro passato e della nostra storia. In effetti, questo singolo libro sembra contenerne tre diversi: un romanzo di formazione su una ragazza sveglia che non si arrende, un thriller/spionistico sulle peripezie di un magister abile con la spada, un politico-militare sull’ascesa dell’erede al trono di Milano. Ma in realtà la storia è una sola, lo è dal primo capitolo all’ultimo, in cui i fili del destino convergono verso la drammatica conclusione. Conciliare piacere e cultura storica è stato il mio preciso intento: per scoprire come ci sia riuscito, vi toccherà venire all’evento! Vi aspetto!

E vi aspettiamo tutti, in Biblioteca Civica, via Roma 38, a Macherio, il 4 febbraio, alle ore 21! Serata da non perdere assolutamente!

LiberoLibro Macherio

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