LA NOTTE DEI CRISTALLI

Qualche giorno fa c’è stata la giornata della memoria. Sono circolate ovunque le stesse foto e gli stessi articoli degli anni passati. Ogni anno si dicono le stesse cose. Ed è normale che i giovani si stanno disinteressando. Non giustificabile, ma normale in una società come quella moderna.

La storia è un bene prezioso. Dovrebbe servire da monito per le generazioni future. Facciamo un piccolo esempio: La repubblica a Roma (509 a.C.), dopo un buon inizio, si riempì di senatori corrotti e crollò. Più di duemila anni dopo, i politici della seconda repubblica, si ritrovano allo stesso punto di quelli del 44 a.C.

Non commettiamo l’errore di essere ridondanti, ma aggiungiamo sempre qualcosa.
Dobbiamo far capire che la persecuzione degli ebrei ha una lunga storia.
La diaspora è durata per secoli. E ha un inizio lontanissimo: 722 a.C.
Ora veniamo a tempi più prossimi.
Tutti noi sappiamo che durante la seconda guerra mondiale furono uccisi sei milioni di ebrei. In parole forse non rende, ma in numeri sì: 6.000.000
E tutti, in questi giorni, hanno ricordato quei giorni. Hanno mandato in onda documentari e foto di repertorio, film, interviste.
Tutto questo, però, non arriva più ai giovani. Non capiscono l’orrore della guerra, figurarsi la vita nei campi di concentramento, l’uccisione di scheletri umani che un tempo erano amici, parenti, mogli, mariti, figli.
Per questo vorrei ricominciare con voi. Iniziamo dal principio. Dalla notte tra il 9 e il 10 novembre del 1938.
Voglio dedicare questa poesia a tutti voi. Una poesia su una notte particolare, che diede il via all’ignoranza, all’odio razziale più becero, al primo treno verso i campi di concentramento, alla morte di milioni di persone innocenti:
La “Notte dei cristalli”.

La notte dei cristalli

Passi decisi
Avanzano per la strada
Si spargono
In ogni dove
Portatori di sventura
Senza pietà
Distruggono ogni bene
Azioni comandate
Da un malato disegno
E tutto finisce in frantumi
Pezzi di vetro
Pezzi di legno
Pezzi dell’anima
Pezzi di una nazione
Sempre in cammino
Pezzi sparsi ovunque
Nella Notte dei Cristalli

Marco Emilio Boga

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7 pensieri su “LA NOTTE DEI CRISTALLI”

  1. Infatti il dramma da ricordare non è solo il risultato, ma il come questo risultato si è ottenuto. Magari si scopre che quasi tutti i meccanismi sono vivi e vegeti intorno a noi, pronti a scattare proprio in periodi di crisi come il nostro.

  2. Il problema della memoria, del ricordo è una questione seria perché si sta riducendo a qualcosa di marginale. Ovviamente non è l’unico esempio. Non si deve cadere nell’errore di ricordarla ogni giorno. La gente, oltre a non capire, si stancherebbe. Però si deve parlarne a scuola attraverso lo studio della storia. Però so che questa proposta incontra l’opposizione di molti che vedono in questo un tentativo di indottrinare le nuove generazione.

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