DUE PAROLE CON.. – L’INTERVISTA A TRE DI GENNAIO, IN ATTESA DELL’EVENTO DI MERCOLEDI’ 14

Nell’attesa del grande evento di cui saranno protagonisti, abbiamo contattato Sergio Cioncolini, autore di “Andava a veder morire i piccioni”, Paolo Topa, autore di “Io mi carico di rabbia” e il nostro presidente Ivano Mingotti, autore di “Il Cenotafio di Simon Petit”, che presenteremo  il 14 gennaio, in Biblioteca Civica, nella nostra Macherio.

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Lib: Allora, pronti per l’evento?

Sergio Cioncolini: Pronto, per due motivi principali: il primo è banalmente pratico. Vale a dire quello di farmi conoscere e vendere qualche copia in più dei miei romanzi. Il secondo è un motivo migliore e si riferisce alla qualità del Vostro circolo culturale. Qualità che mi pare sopra la media e, soprattutto, condotta da gente giovane e dinamica.

Paolo Topa: Non sono mai pronto a fare nulla di questi tempi… Mi limito a raccogliere le idee più significative che mi ronzano in testa cercando nell’interazione con gli altri gli stimoli “estemporanei” che potrebbero far partire il carrozzone delle mie idee, con tutto il loro corollario di detti e contraddetti. Però, come al solito, mi divertirò a dipingere l’immagine di questo libro con le mie chiavi di lettura, sperando che la cosa appassioni e spalanchi qualche porta su alcuni ragionamenti con i quali – tutti noi (prima o poi) – dovremo aver a che fare. Però, prima di tutto, rileggerò il mio libro per vedere che effetto mi fa. E niente è scontato.

Ivano Mingotti: E come potrei non essere pronto? 🙂 Non vedo l’ora! E poi, LiberoLibro Macherio è casa mia..

Lib: Secondo voi perché la gente seguirà l’evento?

Sergio Cioncolini: Io credo, spero che il pubblico seguirà l’evento con interesse in quanto la materia del narrare è coinvolgente a più livelli, attuale e, in parecchi casi, drammatica.

Paolo Topa: Perché il libro è curioso, inusuale. E io ho delle cose da dire, con urgenza. Perché scrivere un libro è come distruggere il pianeta terra. E se non si riesce a fare questo vuol dire che è stato tutto inutile e che niente è più possibile.
E io con questo libro ho cercato di distruggere il pianeta terra. Il “mio” pianeta terra. E qualcuno mi dovrà pur dire se l’ho distrutto sul serio.

Ivano Mingotti: Perché, quantomeno la gente che ci segue, è intelligente e curiosa. E questo già basta, data la rilevanza dei temi che tratteremo, delle opere e dei protagonisti della serata.

Lib: Cosa potete dirci di più di voi?

Sergio Cioncolini: Di me posso dire che scrivo storie dall’età di undici anni. Causa ne fu una patetica dichiarazione d’amore destinata a una ragazzina della mia classe alla quale non avevo il coraggio di dichiararmi. Poi continuai a scrivere e lo scrivere divenne parte della mia vita, durante la quale ho viaggiato molto all’estero e in Italia per lavoro. La prima volta che me ne andai fu dopo la maturità e mi recai in Inghilterra e in Irlanda dove conseguii una specie di laurea breve in letteratura. Fui quindi assunto da una grande compagnia aerea americana e poi da multinazionali australiane ed europee. Continuavo, intanto, a scrivere e a pubblicare qualcosa. Poi vennero il matrimonio e i figli. Eccetera.

Paolo Topa: Che non cerco consenso e non voglio insegnare niente a nessuno. Che la realtà dei fatti viene spesso scambiata per provocazione e io, sotto questo aspetto, sono un gran provocatore! Ma tanto basta per instillare il germe del dubbio a qualcuno… e questo è sufficiente.

Ivano Mingotti: Lasciati i panni del Presidente, io sono in fondo uno scaffalista di supermercato, autore di qualche romanzo, e traduttore per un paio di editori. Ho 27 anni, appena compiuti: cercate di farmi un bel regalo e venite alla serata 🙂

Lib: Potete ingolosirci sugli argomenti della serata?

Sergio Cioncolini: A quanti leggeranno la storia dei piccioni vorrei soltanto far notare una delle chiavi di lettura del romanzo. E cioè: il narratore viene da una famiglia di povera gente, da una casa di ringhera degli Anni Cinquanta. Una casa della porta Venezia ( stazione Centrale ). Porto di mare di gente d’ogni risma e colore. In quell’ambiente ho vissuto
accanto a coetanei diversi da me. Ragazze e ragazzi che non frequentavano la scuola, ma andavano subito a lavorare sotto padrone dopo i dieci, undici anni. Altri si dedicavano ad attività, diciamo così, un pò fuori squadra. Col tempo, diventai quindi diverso da loro e fui costretto ad allontanarmi e cercare di frequentare il mondo della scuola dal quale venivo. Cosa non facile per vari motivi. Questo è un secondo motivo del mio buttarmi nella narrativa. Riempivo, così, spazi e tempi altrimenti vuoti. Ecco, questa mia storia precedente compare nel romanzo sotto forma di ‘flash back’, O come direbbe Proust ‘contraccolpi del cuore ‘. Da tali fatti si può comprendere meglio, credo e spero, la personalità del protagonista, i suoi comportamenti e le sue scelte finali.

Paolo Topa: Mah, mi sembra di aver detto fin troppo, non vorrei esaurire gli argomenti. Se possibile porterò un accompagnamento musicale per gli stralci del mio libro, chitarra o pianoforte e forse tutti e due. Vedremo se il connubio musica/lettura potrà essere un ulteriore stimolo alla partecipazione del pubblico.

Ivano Mingotti: Paolo e Sergio vi hanno forse già introdotti agli argomenti delle loro opere, quindi aggiungo due parole sulla mia: dannazione, amore, pathos, sentimento e l’eterno simbolismo dell’arte come maledizione e come miracolo per l’essere umano. Venite a vedere!

E vi aspettiamo tutti, in Biblioteca Civica, via Roma 38, a Macherio, il 14 gennaio, alle ore 21! Serata da non perdere assolutamente!

LiberoLibro Macherio

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