DUE PAROLE CON.. – L’INTERVISTA A TRE DI NOVEMBRE, IN ATTESA DELL’EVENTO DI MERCOLEDI’ 5

Nell’attesa dell grande evento di cui saranno protagonisti, abbiamo contattato Laura Basilico, autrice di ”Sotto assedio”, Massimo Pisetta, autore di “Il caso del motociclista” e Silvestro Valentini Catacchio, autore di “Sangue cattivo”, che presenteremo  il 5 novembre, in Biblioteca Civica, nella nostra Macherio.

5 novembre: prima Serata Letteraria

Lib: Allora, pronti per l’evento?

Laura: Credo ci sia sempre grande emozione e agitazione quando si è chiamati a parlare del proprio libro. Nel caso specifico di questo romanzo gli argomenti trattati e le motivazioni che mi hanno spinto a scriverlo mi coinvolgono molto emotivamente, per i motivi che spiegherò più dettagliatamente in seguito.

Massimo: Certamente, sono contento ed onorato di poter proporre il mio libro in un ambito extra-regionale anche perché pur essendo un giallo mi dà occasione di far conoscere la mia valle, la Val di Cembra, poco nota al turismo di massa.

Silvestro: Durante l’addestramento militare da giovane, il motto della mia compagnia era: SEMPRE PRONTI. Quindi non sono spaventato dall’evento e la mia età non mi consente più di essere troppo emozionato. Inoltre SANGUE CATTIVO è il mio terzo romanzo (tengo a specificare: tutti pubblicati con editoria non a pagamento) e affrontare questa nuova avventura è comunque una grande gioia. E’ un po’ come presentare al mondo un figlio che diventa maggiorenne, dopo aver trascorso la fanciullezza e l’adolescenza nella protezione del cassetto dal quale, prima o poi, bisogna tirar fuori un romanzo. Considero SANGUE CATTIVO un romanzo maturo e, quindi, pronto alla prova del pubblico. Quindi anche lui è un affiliato alla mia compagnia di gioventù: SEMPRE PRONTO.

Lib: Secondo voi perché la gente seguirà l’evento?

Laura: Il mio auspicio è che gli argomenti sul tavolo stuzzichino la curiosità del pubblico. Ho scritto un romanzo di denuncia travestito da thriller, che mi auguro possa servire a stimolare conoscenza e riflessione su temi che in Italia si reputa più comodo non trattare, e che invece sono di notevole impatto sociale. Primo fra tutti la solitudine nella quale vengono lasciate le neo madri, con tutte le implicazioni psicologiche che ne conseguono; in secondo luogo l’impatto economico negativo per la nazione derivante dall’avere una bassa percentuale di donne con impieghi retribuiti. Oltretutto non di rado chi è costretta ad abbandonare il lavoro ha una notevole preparazione professionale che così va perduta, un ulteriore spreco di risorse.

Massimo: Perché credo sia sempre interessante scoprire nuovi autori.

Silvestro: Pur avendo pubblicato già tre romanzi, per attirare l’attenzione del pubblico non è ancora sufficiente il mio nome. Il Prodotto Libro va quindi confezionato nel migliore dei modi. E quali sono le prime cose che attirano la curiosità del lettore, quando l’autore non si chiama Andrea De Carlo? La copertina e il titolo, innanzitutto. In questo caso la copertina mi sembra molto riuscita, e qui svelo un segreto: la foto ritrae il mio figlio minore, maggiorenne in questi giorni, proprio come maggiorenne diventa oggi, con la prima presentazione, SANGUE CATTIVO. Una foto nata dal connubio di grandi professionalità: l’amica fotografa Chiara Gallo, che lo ha ritratto in studio, e l’editore Massimiliano Giordano, che l’ha modificata rendendola più aggressiva, inserendola inoltre in una combinazione di colori che ritengo davvero felice. Anche il titolo credo che sia d’impatto e assolutamente aderente all’evoluzione del romanzo, ma sulla questione, per ovvi motivi, preferisco non svelare altro.

Lib: Cosa potete dirci di più di voi?

Laura: Sono nata e cresciuta a Milano, e a dispetto di studi e interessi letterari mi sono quasi sempre occupata di amministrazione, quindi di numeri. Oltre ai libri, le mie altre grandi passioni sono la musica e il calcio, argomento su cui si basava il mio romanzo precedente “Come un tuono in cerca di pioggia”. Il sogno sarebbe di riuscire a scrivere con maggiore continuità e farne la professione principale, obiettivo difficile.

Massimo: Dopo aver scritto canzoni e poesie in gioventù a cinquant’anni mi sono voluto regalare un libro, “Il volo dell’albatros” che mi ha dato una gran gioia e mi ha fatto capire che avrei potuto continuare questo bellissimo sogno che è lo scrivere.

Silvestro:  Innanzitutto che sono una persona dalle molte passioni, che vanno dal tango argentino al canto gospel, dal trombone a coulisse alla narrativa. In realtà tutto è comunque legato alla mia attività di scrittore. Ho sempre pensato che non si può scrivere una storia credibile senza immergersi nei propri personaggi. La prima vera evoluzione di uno scrittore è quella di saper porre un confine netto tra la propria esperienza di vita e le storie che si vogliono raccontare. Solo quando riesci a scrivere qualcosa che non sia autobiografico puoi cominciare davvero a definirti uno scrittore. Ma devi comunque conoscere quello di cui scrivi ed essendo qualcosa che non ti appartiene direttamente diventa tutto molto più difficile. Così prima di scrivere TANGO NEGRO nel 2008 ho imparato a ballare il tango argentino, prima di scrivere WHITE nel 2011 ho imparato a suonare il trombone (il protagonista è un jazzista). Nel caso di SANGUE CATTIVO non potevo certo, a 50 anni suonati, imparare a suonare il pianoforte, che poi è la passione del protagonista. Così ho studiato a fondo la musica pianistica di fine ottocento, nonché usi e costumi nelle repubbliche sovietiche al disfacimento del regime. E poi, lo confesso, ho fatto un passo indietro, ed ho infuso in SANGUE CATTIVO gran parte della mia esperienza di padre. Queste le mie passioni, per quanto riguarda invece l’attività professionale che mi dà da vivere non dirò nulla, altrimenti sarei poi costretti a uccidervi tutti!

Lib: Cosa potete dire agli indecisi per convincerli a venire alla serata?

Laura:  Come dicevo, ho scelto la strada del thriller sotto mentite spoglie per puntare il dito contro alcune storture e ipocrisie della nostra società. Racconto la vicenda di Caterina, giovane legale precaria che perde l’impiego a causa della maternità –doppia e ravvicinata, nel suo caso- e in più deve combattere contro la depressione post parto, un disturbo che, come spiego chiaramente nella breve introduzione, interessa un numero notevole di neo madri. La morte del figlio maggiore, di soli 18 mesi, scatena poi una serie di eventi che naturalmente non posso anticipare. Si tratta di una narrazione volutamente ambigua e ambivalente, dove lascio carta bianca al lettore che deciderà da solo quali e quante verità ha di fronte. Spero che in tanti raccolgano la sfida!

Massimo: Il mio libro, come ho detto, è un giallo, ambientato nella mia valle e ha come protagonista il commissario Frizzera, primo detective trentino della storia letteraria. E’ un giallo psicologico, diciamo alla Simenon, al quale mi ispiro.

Silvestro: Ho gestito in prima persona le presentazioni dei miei precedenti romanzi, rendendoli dei veri e propri spettacoli multimediali, con la partecipazione di ballerini, musicisti, cantanti e attori, oltre alla proiezione di video appositamente montati. In questo caso non ci saranno molti orpelli, ma sono comunque uno scrittore che si impegna completamente in quello che scrive. Quindi credo di poter riuscire a trasmettere l’esperienza che ho vissuto nel dare alla luce questa mia creatura. Lo scopo è quello di proiettare il lettore nell’atmosfera che si poteva respirare nelle repubbliche baltiche durante la dominazione sovietica (il romanzo parte dalla metà degli anni 70), attraverso la caduta del regime in una città dall’eterna vocazione occidentale come San Pietroburgo, fino al definitivo disfacimento dello stesso ideale comunista (anni 90 inoltrati) e la decadenza della stessa metropoli in un vortice di malaffari e malavita, dove ogni ideale è sacrificato sull’altare del “dio denaro” e del “dio potere”. La trama storica è attraversata dalle vicende umane di numerosi protagonisti, gente ordinaria che affronta i grandi cataclismi della storia affidandosi alla disperazione per sopravvivere, non sempre riuscendo a salvaguardare la propria dignità. SANGUE CATTIVO è la storia di una paternità e del sangue cattivo che può offuscare la purezza di questo sentimento.

Lib: A mercoledì allora!

E vi aspettiamo tutti, in Biblioteca Civica, via Roma 38, a Macherio, il 5 novembre, alle ore 21! Serata da non perdere assolutamente!

LiberoLibro Macherio

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