“Benedetti dalla cultura” – 8 ottobre 2014; Articolo di Omar Gamba

Matilde Gaddi, una signora dalla storia eccezionale, ha presentato il suo libro L’Umanità Dietro le Mura.

Ma cos’ha di tanto particolare quest’autrice? E’ nata in Vaticano e vi è cresciuta: una storia non comune, e nel libro verrà rivelato il carattere insolito di codesta figura.
Mercoledì 8 ottobre, l’Associazione Liberolibro si è potuta fregiare della presenza di Matilde Gaddi che con la sua vicenda ha tratto a sé la curiosità sincera della platea.
Ma andiamo con ordine: Marco Emilio Boga, poeta, ha letto un suo pensiero sulla Vita, ha poi lasciato la parola a Ivano Mingotti che ha presentato l’Associazione e infine alla lettura di Roberta Vecchi.

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Matilde Gaddi ha poi cominciato la sua presentazione, un libro illustrato anche di preziosi documenti.
L’autrice chiariva che il libro è una testimonianza e non un’autobiografia; curiosità dal dietro le quinte del Vaticano che definiva molto articolato.
Già, perchè ci si stupisce che vi possano essere cittadini di questo piccolo Stato che è il più minuscolo del Mondo con soli 0,44 km quadrati, di cui la metà adibiti a giardino.

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Il padre, collaboratore del Papa, ha lavorato a stretto contatto con molti Pontefici, e Matilde Gaddi ha conosciuto di persona questi Papi. Da Pio X a Giovanni XXIII.
Il Papà di Matilde ha prestato servizio dal 1908 al 1960, e aveva l’ufficio nel palazzo Apostolico, proprio sotto la famosa finestra dove il Papa si affaccia per l’Angelus domenicale; divertente è stato l’aneddoto che Matilde ha raccontato di come da bambina s’affacciasse a quella finestra sottostante e il padre la rimproverasse.

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In effetti la storia è molto accattivante, e Matilde ne ha fatto il libro per soddisfare la curiosità generale delle persone, le richieste e le pressioni che nascono indubbiamente alla scoperta di una persona con tali origini.
Tanti gli spunti, inevitabili, di questa esperienza. Matilde è nata in tempo di guerra, e ha rivelato che il Vaticano non fu risparmiato dai bombardamenti nella seconda guerra mondiale. Rivelava anche che è un mistero su chi abbia gettato tali bombe; bombe che hanno lasciato segni evidenti nella stazione ferroviaria, sì, il Vaticano ha una stazione dei treni.
La lettrice Monica Zorzi leggeva un secondo estratto.

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Matilde Gaddi mostrava poi dei documenti rari. Tipo un curioso lasciapassare dato dai Nazisti ai cittadini vaticani; tipo una carta d’identità (nr. 22, si pensi che vi erano 40 nativi).
Emergevano molti dati importanti e curiosità: il Vaticano è una monarchia assoluta dove tutti i poteri sono del Pontefice; il Vaticano ha l’accesso al mare.
Una lettura di Marco Emilio Boga esplicava altri sprazzi di armonia letteraria.
Poi l’autrice spiegava altre curiosità. In Vaticano si viveva come in un grande collegio. Le femmine non potevano stare sbracciate e neppure andare in bicicletta; anche il colore dell’auto doveva essere in linea con l’ambiente.
Queste curiosità hanno però una esperienza vera, che è quella della famiglia dell’autrice, i cui anni dell’infanzia erano sotto il segno di periodi in fase di cambiamenti.

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A Matilde manca la sua Patria, che anche se non è solo una mera fortuna, o sfortuna, è anche generatrice di una serie di equivoci simpatici e fastidiosi al tempo stesso: tipo l’impossibilità di registrarsi su siti di istituzione,(manca la voce Vaticano nel luogo di nascita), oppure la mancanza di validazione del codice fiscale.
In Vaticano ci sono i bancomat e oltre all’inglese, all’italiano ecc, nelle lingue vi è anche il latino: molti sorridevano tra il pubblico, ma è così, il latino è la lingua che parlano tra autorità ecclesiastiche e non potrebbe mancare in un assortimento di lingue in questo Stato tanto piccolo quanto potente.
Infine Matilde Gaddi parlava della cosa più straordinaria che le sia successa grazie alla sua nascita in Vaticano: la conoscenza diretta di numerosi Papi.
Matilde ha conosciuto di persona Giovanni XXIII, che dice d’aver nel cuore; Paolo VI, che le ha dato una benedizione incontratolo a tu per tu nei giardini.
Il pubblico era assorto, e faceva le domande più svariate.
Rapporto con la fede, di cui dice essere molto forte e consapevole.
La scuola, frequentata in Italia.

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Qualche cenno sui misteri del Vaticano, dalla sorte di Manuela Orlandi, alla morte di Papa Luciani. Di cui diceva che può essere successo di tutto e sosteneva che se la Orlandi fosse stata rapita in quando nascitura del Vaticano, la stessa sorte temette potesse essere accaduta anche a lei.
Tante, tantissime le cose, tralascio molti interessanti confessioni e aneddoti per questioni di spazio: la conferenza terminava molto tardi, oltre le 23,10.

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O.G.

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