Dario Lessa: una serata di approfondimento sociale. 9 luglio 2014; articolo di Omar Gamba

Mercoledì 9 luglio, in una serata umida e fresca di pioggia, l’Associazione Liberolibro Macherio ha organizzato una nuova presentazione.
L’evento era stato programmato all’aperto, sulla piazza del Lavatoio, ma le già citate condizioni atmosferiche ne hanno cambiati i programmi.
Dario Lessa, professore con la passione per la scrittura, presentava il suo romanzo: ”Confessioni”, edito da Leucotea. Relatrice della serata Maria Fedele.

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Ivano Mingotti, in qualità di presidente dell’Associazione, presentava, come di consueto, il movimento macheriese, ringraziando le autorità comunali per gli spazi e il supporto, e non mancando di ringraziare l’Assessore alla Cultura di Macherio, Sig.ra Maddalena Clapis, per la gradita presenza.

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Partiva la vera e propria presentazione: davanti ad una ventina di persone, Maria Fedele evidenziava il fatto che ”Confessioni” è un romanzo quantomeno anomalo. Dario Lessa confermava: il succo del romanzo è il chiedersi determinate cose di un barista a cui è crollato il mondo addosso. Quali cose, dunque? Per cominciare varie critiche alla società, spunti in un romanzo che si rivelerà molto incalzante e prosastico con liriche molto poetiche. Un romanzo che è in effetti difficile da catalogare.

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Sempre emergeva, nel dibattito, che nel libro vi sono pochissimi dialoghi; che il libro, inoltre, assomiglia ad un racconto esoterico, Surreale: a volte pare che l’Autore si sia divertito a giocare con le parole.

Dario Lessa sosteneva il fatto, già citato da predecessori, che lo scrittore è un lento suicida – rifacendosi a parole di Aldo Busi – e che per scrivere bisogna annullarsi. Lessa sosteneva anche, esagerando, che uno scrittore vero nasce ogni 100 anni: colui cioè che mette tutto se stesso in gioco, anima e corpo.
Si accennava alle difficoltà dell’infanzia, dove si vivono esperienze negative che creano choc, seppure queste esperienze sono quelle che insegnano di più.
Alessandra De Stefano, brava lettrice, interpretava un lungo brano del libro, dove si parlava del Piangere dell’Uomo.

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Riprendeva il dibattito. Si parlava di tecnologia, vantaggi e svantaggi di essa. L’Autore sottolineava i muri innalzati dalle ore passate al telefonino, accennando alle pseudo amicizie dei social network, alle differenze tra le moderne generazioni e quelle vecchie.
L’autore in un passo della presentazione diceva che il titolo da lui voluto per il libro era: Confessioni di un Geniale Barista, e che l’editore ha manomesso il titolo in un più semplice, ma anche più confusionario: Confessioni.
Si parlava di Consumismo, di Felicità (e qui nasceva un breve dibattito col pubblico in aula), di Illusioni.

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Continuava con una lettura della De Stefano sulle Illusioni, a cui seguono, come sempre, le disillusioni: l’Illusione vera porta proprio a conseguenze che si scontano nella vita.
Il protagonista del Romanzo di Dario Lessa, Leonardo Levante, ha similitudini con l’autore; è un personaggio che vive una sorta di processo e sta al lettore deciderne la colpa o l’innocenza. Già, l’animo umano è controverso, e nel libro ci si chiede più volte quale sia il senso di tutto.
Dario Lessa non mancava di annunciare ”17 Attimi d’Eterno”, il suo prossimo lavoro, in uscita a breve; sottolineava altresì le idee suscitate dal suo romanzo, come una trasposizione teatrale o il programma televisivo che si terrà da settembre in poi ed avrà, del libro, lo stesso titolo.
L’ultima lettura di un brano sul protagonista chiudeva la presentazione.
Intervenivano i partecipanti nel pubblico per osservazioni e domande.
Vi erano, ad esempio, disquisizioni sul nome Levante, o domande come ”meglio prima o meglio adesso”, a cui l’autore e alcuni presenti rispondevano ”forse prima, dove vi era meno reperibilità di cose e le si apprezzava di più”. ”I giovani non leggono”, aggiungeva l’autore  ”e sarebbe importante farlo”.

La Noia era un altro argomento di dibattito molto sentito: la Noia è creativa(sostenevano dal pubblico), cercano di non lasciar che la gente si annoi per non permetterle di pensare con la propria testa.
La serata quindi terminava, con la celebre foto ricordo e il taglio e l’assaggio di un’ottima torta, che l’Associazione, a sorpresa, aveva ricevuto.

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Una curiosità finale, (che per una presentazione è abbastanza inconsueta): non vi erano copie in vendita.

Omar Gamba

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