Una vita dura come il ferro – recensione di “Juan Forlì”; di Evandro Straccini

Una vita dura come il ferro: solo così può definirsi l’avventurosa e sofferta vita del protagonista del nuovo romanzo di Omar Gamba, Juan Forlì.

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La vicenda della sua vita si svolge principalmente nell’immediato dopo guerra. 

Sin dalla sua nascita egli dovrà abituarsi a combattere per ottenere qualsiasi cosa, anche quelle di prima necessità.
La madre muore di parto e in seguito alle proteste mosse dal padre, che finirà, complice il fascismo, in un manicomio, Juan viene internato in un orfanotrofio: e per un orfano rappresenta una condizione assai brutta in un’Italia devastata dalla seconda guerra mondiale.
L’orfanotrofio che lo accoglie è poco meno di un lager.
Da lì in poi ogni conquista, specialmente la felicità, che qualche volta riuscirà ad accarezzare, diventa lontana come un astro irraggiungibile.
Juan è alla ricerca di una “felicità reale” che incontrerà ben poche volte nella sua vita e che cercherà di trattenere in tutti i modi. In tutta la sua vita i momenti veramente felici saranno ben pochi.
Verrà aiutato da poche persone buone di cuore, ma nella maggior parte dei casi egli incontrerà speculatori ed aguzzini che non si risparmieranno nell’approfittarsi di lui.
Basterà oppure no l’incontro con una donna a lui devotissima per renderlo partecipe di una vita quantomeno degna di essere vissuta?
Juan è un personaggio decisamente naif, assai complesso, semplice e puro allo stesso tempo. Potrebbe essere considerato un eroe o un antieroe a seconda della prospettiva da cui lo si vuole osservare.
La sua principale caratteristica è la bontà d’animo, che lo aiuta, o forse no, a superare le vicissitudini di quel travagliato periodo storico.
Un’altra fondamentale caratteristica del personaggio è la sua straordinaria forza fisica; può essere necessaria alla sua sopravvivenza, ma assolutamente insufficiente per renderlo felice.
Chi è Juan, alla fine? Eroe e antieroe a pieno titolo; andare alla scoperta di questa verità è un po’ il dovere del lettore.
Il romanzo si fa apprezzare per la descrizione assai realistica di situazioni e paesaggi, che fanno da contorno alla storia come fossero quadri dipinti.
Infine, leggere il romanzo di Omar Gamba può farci capire come la vita in quei tempi potesse essere dura per i meno fortunati, condizioni che per fortuna oggi sono più difficili da riscontrare.

Evandro Straccini.

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