UNA FESTA FEMMINILE – articolo a cura di Omar Gamba

La Coincidenza? Il Fato? Il Caso? Alla vigilia della festa della Donna sono due signore le protagoniste indiscusse di una serata sicuramente ricca di contenuti e di spessore.

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Nella Sala del Camino di Macherio si è svolta la presentazione del romanzo storico di Claudia Ryan e l’esposizione di opere della pittrice Nicoletta Brenna.
Davanti a una ventina di persone ha esordito la scrittrice di Virginia, romanzo storico sulle vicende della Monaca di Monza.
L’apertura della serata è stata suggestiva e originale: una registrazione, con sottofondo musicale, della dura sentenza con cui
suor Virginia fu condannata a esser murata viva, con solo una Bibbia per conforto. Ciò ha creato nella sala la giusta atmosfera di
tragico, e acceso l’attenzione verso lo stralcio di lettura che la Ryan ha interpretato: la Monaca di Monza osserva una mosca
entrata casualmente nella cella, il che dà l’idea dell’angustia dello spazio in cui è internata e sarà trattenuta per tredici lunghi anni.

Terminato questo suggestivo siparietto, Demetrio Piro, in qualità di vice-Presidente dell’associazione culturale LiberoLibro Macherio, prendeva la parola per salutare e illustrare brevemente le motivazioni del gruppo, ribadendo la disposizione a valutare proposte di artisti desiderosi di mettersi in gioco e in evidenza per un futuro spazio.

La presentazione, quindi, riprendeva, con la relatrice Maria Fedele che poneva la prima domanda all’autrice: ”come è nata l’idea del libro?”, alla quale l’autrice rispondeva ”dopo una performance teatrale a cui ho assistito, proprio sulla Monaca di Monza e dove il finale rappresentava la dura pena inflitta alla suora.
Fui molto coinvolta, tanto che mi documentai e nacque l’idea del Romanzo”.
La relatrice dunque domandava ”E’ ancora contemporanea la vicenda?”, alla quale l’autrice rispondeva ”Dal punto di vista storico no, ma dal punto di vista delle violenze che ancora avvengono contro le donne, può essere considerato attuale: basti pensare ai fatti
di cronaca, con vicende reali di donne rapite e segregate per anni”.
Emergevano spunti al riguardo della situazione femminile in generale, dal fatto che le donne aspirano sicuramente alla libertà ed all’emancipazione ed hanno spesso lottato per queste ragioni; la Monaca Virginia, infatti, fu vittima di costrizioni dettate dall’allora società patriarcale; lei voleva una vita sicuramente differente a quella che il padre le impose.
Dal pubblico emergeva una domanda: Ha mai pensato ad una riduzione teatrale della storia?, alla quale l’autrice rispondeva ”Mai chiesto da nessuno, ma sarebbe affascinante come cosa”.
Maria Fedele chiedeva se vi fossero più chiavi di lettura per il testo; l’autrice ribadiva che ”La storicità dei fatti in un romanzo viene alternata da invenzioni necessarie a sopperire alla mancanza di certezze storiche. Chiaramente
l’autrice non poteva essere a conoscenza del soliloquio intimo di suor Virginia. Anche la morte della monaca è stata registrata da un casuale documento.”
Dopo altri interventi e domande varie, dove la Ryan esponeva i metodi di documentazione, un altro brano tratto dal volume veniva letto, seguito da un applauso.
Maria Fedele chiedeva cosa piacesse di più del personaggio all’autrice, domanda alla quale Claudia rispondeva con ”il coraggio di trasgredire e vivere la situazione sino in fondo.”
La Ryan, in risposta alle numerose domande che accendevano il dibattito, sosteneva che ”l’errore di suor Virginia non fu l’amore proibito, bensì l’omicidio, l’indiscrezione con cui questa vicenda avveniva.”
La monaca dopo la condanna veniva cancellata da tutti i documenti. Quei tempi erano bui, le monacazioni venivano imposte per varie meschine ragioni (doti, mancanza di bellezza).
A costituire corruzioni morali, non mancava certo l’usanza di una vita monacale certamente dedita al libertinaggio, dove la sessualità era meno tabù di quanto si potesse supporre.
In effetti questa diffusione di libertinaggio nella vita dei conventi suppone che casi analoghi a quelli di suor Virginia fossero diffusi; ciò che ha reso celebre la Monaca di Monza è stato il romanzo del Manzoni che la cita in un aneddoto.
La passione per la scrittura è nata in giovane età, dove a scuola si divertiva a redigere temi; Claudia è inoltre giornalista ed insegnante. ”Virginia”, che ha vinto ben quattro premi letterari, è la sua terza opera, dopo un libro sul divorzio e, appunto, un libro sull’arte.

La parola veniva poi data alla pittrice Nicoletta Brenna, una giovane architetto che dipinge ormai già da dieci anni; passione nata dopo un corso tedioso per questioni tecniche
e dopo un corso di tecniche pittoriche all’associazione Carducci.
Nicoletta Brenna ha una vocazione accentuata per l’incisione.
Le opere presentate erano sette: due grandi dipinti a olio su tela (Assenza 1 e Assenza 2) che rimandano alla mamma, che rappresentano una visione dall’alto
di oggetti statici e quotidiani; Bosco, un’incisione di acqua tinta, così come Edera; Distruzione e Tempesta, che rappresentano il momento difficile attuale, mentre Ticket to Ride è un’originale
opera che rappresenta un viaggio all’interno di se stessi (composto da un assemblaggio in legno e filo spinato).
Quest’ultima ppera rispecchia la personalità introversa dell’autrice, ma anche la comune difficoltà di aprirsi al mondo esterno delle persone.
Nicoletta Brenna sottolineava infine la sua vocazione per le sfide difficili, dove cerca sempre di vincere la banalità e creare opere di spessore.

Ivano Mingotti prendeva la parola per ringraziare tutti, in particolare il sindaco di Macherio Sig.ra Mariarosa Radaelli della gradita presenza e sig. Luigi Consonni,
responsabile mostre.

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