Voce che grida nel deserto – 13.2.14

 

Mercoledì 12 febbraio, nella sede dell’associazione LiberoLibro di Macherio, presso la biblioteca comunale, si è svolta una piccola intervista con un rappresentante, Alessandro Casiraghi, del mensile Il Paese della città di Macherio.

Questo mensile esiste da ormai 34 anni e può vantare una discreta tiratura di oltre 600 copie al mese, cosa che su una popolazione di 6000 abitanti significa un dieci percento e non è assolutamente un fatto trascurabile.

Ciò che ha aperto la discussione è stata l’imputazione di aver snobbato, da parte del giornale in questione, ma anche degli altri, l’evento della presentazione del libro di Castellani nella Sala del Camino. Evento che meritava invece ogni attenzione. La risposta del Casiraghi è stata schiettamente sincera: “non vi conosco”. E non è un rinnegamento biblico, ma è quello che inevitabilmente succede quando un’associazione di neanche tre mesi di vita e il disinteresse delle autorità sulle proposte e le iniziative di cui si richiede autorizzazione e patrocinio, vengono miscelate e si crea la difficoltà di metter luce su ciò che di buono l’associazione si propone di fare.

Una domanda su tutte ha introdotto il dibattito: “ma dov’era il sindaco quella sera?”. Casiraghi concordava e sosteneva le lamentele di un gruppo che alza la voce della cultura e chi dovrebbe ascoltarla è sordo.

Ivano Mingotti batteva il chiodo riguardo all’obiettivo dell’associazione di divenire un punto fermo, un punto di riferimento per gli autori della Brianza e si rammaricava del fatto che il comune oltre a non concedere per tempo gli avvalli sembri addirittura porre i bastoni tra le ruote.

Per Casiraghi il merito di esser riusciti a portare oltre 50 persone alla Sala del Camino è stato un grande trionfo. Mingotti ha subito raffreddato gli entusiasmi sostenendo che le persone le ha portate l’autore.

Il giornalista de Il Paese ha chiesto quale fosse lo scopo dell’associazione, e mentre Mingotti illustrava i propositi di coinvolgere la cittadinanza, e divenire fulcro, la sede si infuocava per la ragionevole rabbia di essere ignorati da chi si occupa di Cultura nell’ambito delle sedi comunali ma che invece sembri occuparsi di tutt’altro.

Casiraghi ha chiesto se vi sono autori pronti per le manifestazioni, domanda che ha suscitato qualche sorriso nella sala. Gli autori naturalmente ci sono e sono tanti. Il problema non è quello di trovare artisti pronti a mettersi in gioco.

L’ottimismo è comunque trapelato per la ventilata possibilità di usare l’anfiteatro nei pressi della biblioteca, sfruttando così gli spazi disponibili e con apparenti minori problemi burocratici.

Il presidente Mingotti caldeggia la possibilità di mettere un’esperienza, maturata in oltre trenta presentazioni, al servizio di autori con magari minore visibilità e privi di esperienze dirette; l’associazione LiberoLibro è anche questo: un servizio per promuovere la cultura a tutti i livelli. E sicuramente se si avesse maggior spazio sarebbe un vantaggio per tutti.

Molte le iniziative, tra cui un concorso letterario che coinciderà, per la dichiarazione del vincitore, con la festa del paese, (ma anche per questa iniziativa si attendono risposte dal Comune).

Il giornalista ha poi rivolto la domanda: Il nome LiberoLibro come è venuto fuori?

Mingotti ha ribattuto che è stato votato dalla maggioranza dei membri; proposto da lui, significa liberare l’Arte e la Cultura. Specificando che non è riferito però solo al libro anche se il libro è il simbolo e ha una parte preminente nell’associazione.

Le collaborazioni sono benvenute. Il Casiraghi chiedeva se vi fossero e pareva consigliarle, e le collaborazioni sono cercate senza ombra di dubbio, ve ne saranno e l’associazione è aperta a questa cooperazione È emerso ad esempio un collegamento col Comune per la presentazione di temi riguardanti la dislessia.

Il mondo della scuola? Sì, il concorso letterario potrà esser diffuso anche negli istituti scolastici. E la musicoterapia (evento in programma) coinvolgerà i bambini e le loro mamme.

Il giornalista consigliava la valorizzazione delle iniziative coi bambini, soprattutto il renderli protagonisti e non solo marginali. L’associazione si trova d’accordo.

L’intervista si andava ad arenare sulla questione della mancanza di interesse per le iniziative prodotte. Ivano Mingotti sosteneva che bisogna creare una sorta di abitudine per svegliare il popolo. Insistere fino a che la gente non si incuriosisca e pian piano cominci a provare interesse.

Alessandro Casiraghi prendeva gli ultimi appunti mentre suggeriva di cercare collaborazioni e concordava col gruppo sulla mancanza di interesse della gente.

Ivano Mingotti sosteneva che a Verano Brianza, dove aveva intrapreso un’impresa simile, vi era più supporto delle autorità e non mancava di terminare l’intervista punzecchiando l’assessore alla Cultura di Macherio che praticamente è un fantasma. Non esiste.

 

O.G.

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